Il Giro d’Italia 2026 regala subito spettacolo, colpi di scena e tanta tensione nella seconda tappa da Burgas a Veliko Tarnovo, in Bulgaria. A conquistare la frazione è Guillermo Silva della XDS-Astana, bravissimo a imporsi nella volata ristretta finale davanti al tedesco Florian Stork e a Giulio Ciccone. Successo pesantissimo per l’uruguaiano, che grazie agli abbuoni conquista anche la maglia rosa.
Una tappa lunghissima da 221 chilometri, caratterizzata da pioggia, cadute e primi segnali tra gli uomini di classifica. La giornata si apre con la fuga della coppia della Polti-Visit Malta composta da Diego Sevilla e Mirco Maestri, protagonisti di una lunga azione che li porta ad accumulare oltre cinque minuti di vantaggio sul gruppo. Sevilla transita per primo sia al traguardo volante di Sliven che sui Gran Premi della Montagna di Byala Pass e Vratnik, ma il gruppo controlla senza mai perdere davvero il contatto.
La corsa cambia completamente volto nella seconda parte di gara, quando la pioggia inizia a rendere l’asfalto particolarmente insidioso. A 23 chilometri dal traguardo arriva infatti una violentissima maxicaduta che coinvolge circa dieci corridori dopo una curva affrontata su fondo semibagnato. Alcuni atleti finiscono contro il guard rail in immagini che fanno immediatamente temere il peggio.
Tra i più colpiti Adam Yates, che riesce comunque a ripartire nonostante il volto coperto di sangue, chiudendo la tappa con oltre tredici minuti di ritardo. Costretti invece al ritiro Antonio Morgado, trasportato via in barella, Jay Vine e Marc Soler. L’organizzazione decide così di neutralizzare temporaneamente la corsa per cinque chilometri, dai -23 ai -18 dall’arrivo, a causa dell’assenza di ambulanze disponibili per garantire la sicurezza del resto del gruppo.
Quando la gara riprende, il gruppo ha già riassorbito i fuggitivi e la corsa entra nella fase decisiva. Sul Lyaskovets Monastery, ultima salita di giornata, arriva il primo squillo di Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike attacca a pochi metri dallo scollinamento e soltanto Giulio Pellizzari riesce a rispondere immediatamente, insieme a Van Eetvelt.
I tre sembrano poter fare il vuoto e arrivano a guadagnare circa venti secondi sugli inseguitori, ma il gruppo organizza il rientro negli ultimi metri. A un chilometro dal traguardo l’azione viene annullata e tutto si decide allo sprint.
Nel finale perfetto il lavoro della XDS-Astana è decisivo: Scaroni lancia Guillermo Silva, che piazza l’accelerazione vincente e conquista sia la tappa che la maglia rosa. Alle sue spalle Stork e Ciccone completano il podio di giornata.
Il Giro entra così subito nel vivo, con Vingegaard che ha già mostrato segnali di grande aggressività e Pellizzari pronto a rispondere colpo su colpo. Le prime schermaglie tra i protagonisti della classifica generale sono appena iniziate, ma il messaggio lanciato sulle strade bulgare è già chiarissimo.
