Giro d’Italia 2026, dominio Vingegaard: poker in salita a Carì e maglia rosa sempre più blindata

Jonas Vingegaard domina anche la 16ª tappa del Giro d’Italia vincendo a Carì. Crolla Pellizzari, bene Piganzoli che chiude sesto tra i migliori.

Giro d'Italia, Ciclismo

Jonas Vingegaard continua a dominare il Giro d’Italia 2026 e sulle montagne svizzere firma un’altra impresa da campione assoluto. La sedicesima tappa, 113 chilometri da Bellinzona a Carì, si trasforma nell’ennesimo monologo del fuoriclasse danese, che conquista il quarto successo personale in questa edizione della corsa rosa e consolida ulteriormente il primato in classifica generale.

Nel giorno del compleanno del re di Danimarca Federico X, Vingegaard regala al suo Paese una vittoria simbolica e pesantissima. L’attacco decisivo arriva sull’ultima salita verso Carì, un’ascesa lunga 11,7 chilometri con pendenza media vicina all’8% e punte al 13%. A poco più di sei chilometri dal traguardo, il leader della Visma cambia ritmo e nessuno riesce anche solo ad avvicinarsi alla sua accelerazione.

Da quel momento la corsa diventa una cronometro individuale in salita. Vingegaard scava rapidamente un margine importante e arriva sul traguardo in totale controllo, celebrando il successo con il classico bacio al manubrio dedicato alla famiglia e l’esultanza a braccia alzate. Dopo le vittorie a Blockhaus, Corno alle Scale e Pila, arriva così il poker che certifica una superiorità impressionante sulle montagne di questo Giro.

Alle sue spalle il migliore degli altri è Felix Gall, staccato di 1’09”, capace di regolare Jai Hindley nello sprint per il secondo posto. Ottima anche la prova dell’azzurro Davide Piganzoli, autore di una prestazione di grande qualità chiusa con il sesto posto finale. Il giovane italiano è stato protagonista anche tatticamente, lanciando proprio l’attacco decisivo della maglia rosa ai -6,6 chilometri dall’arrivo.

La giornata, però, ha segnato soprattutto il crollo di Giulio Pellizzari. La Red Bull-Bora ha tentato di alzare violentemente il ritmo sulle prime rampe della salita finale, ma l’effetto si è rivelato disastroso proprio per il proprio capitano. Pellizzari è entrato rapidamente in crisi, perdendo contatto dai migliori e abbandonando definitivamente le ambizioni di classifica.

La tappa era stata caratterizzata anche da una lunga fuga iniziale con protagonisti nomi importanti come Giulio Ciccone, Diego Ulissi, Jhonatan Narvaez ed Einer Rubio. Il gruppo, però, ha sempre mantenuto il controllo della situazione grazie soprattutto al lavoro della Visma e della Decathlon, senza mai concedere vantaggi superiori ai due minuti.

Nel finale, dopo il tentativo solitario di Chris Harper neutralizzato a nove chilometri dal traguardo, è iniziata la selezione decisiva. L’azione devastante di Vingegaard ha poi fatto il resto, confermando ancora una volta come il danese stia correndo su un livello completamente diverso rispetto alla concorrenza.

Domani il Giro tornerà in Italia con la diciassettesima tappa da Cassano d’Adda ad Andalo, lunga 202 chilometri. Una frazione movimentata ma senza salite proibitive, terreno ideale per attaccanti e fughe da lontano. I big della classifica potrebbero vivere una giornata relativamente più tranquilla, anche se con un Vingegaard così dominante ogni occasione sembra buona per aumentare ulteriormente il proprio vantaggio.