Paul Magnier si conferma uno dei grandi protagonisti del Giro d’Italia 2026. Il giovane francese della Groupama-FDJ conquista infatti la 18ª tappa, 171 chilometri da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, centrando il terzo successo personale in questa edizione della corsa rosa e mettendo praticamente le mani sulla maglia ciclamino.
A 22 anni, Magnier continua a impressionare per maturità, esplosività e capacità di resistere anche su percorsi impegnativi. Dopo aver superato indenne il durissimo Muro di Ca’ del Poggio, il francese domina la volata finale grazie a un perfetto lancio di Jasper Stuyven, lasciando alle sue spalle gli italiani Edoardo Zambanini e Jonathan Milan.
Per l’Italia arriva l’ennesimo piazzamento amaro: Zambanini chiude secondo davanti a Milan, mentre Francesco Busatto termina quarto senza però riuscire a spezzare il digiuno azzurro nelle volate di questo Giro.
Magnier, invece, continua a costruire il suo capolavoro personale. Con questo tris di vittorie, il talento francese ipoteca praticamente la classifica a punti e conferma di essere uno dei velocisti più completi del panorama internazionale.
La tappa, almeno nella prima parte, si sviluppa secondo un copione abbastanza prevedibile. La fuga di giornata nasce a circa 132 chilometri dall’arrivo grazie agli attacchi di Andrea Mifsud e Mattia Bais della Polti, ai quali si aggiungono successivamente James Shaw e Jonas Geens.
Il gruppo, però, non concede mai troppo spazio ai battistrada, mantenendo il distacco costantemente sotto controllo attorno ai due minuti.
Uno dei momenti più delicati della giornata arriva a circa cinquanta chilometri dal traguardo, quando Afonso Eulalio cade durante un rifornimento dopo un contatto con una borsa passata da un massaggiatore. Per fortuna nessuna conseguenza fisica seria per il portoghese, che riesce a riprendere regolarmente la corsa.
L’attenzione generale è però tutta concentrata sul celebre Muro di Ca’ del Poggio, l’ultima grande difficoltà della giornata: 1100 metri con pendenze medie superiori al 12% e punte vicine al 19%.
Proprio lì si scatena Eulalio, che prova un attacco coraggioso nel tratto più duro della salita. Dietro di lui si muove immediatamente la Visma, con un eccezionale Davide Piganzoli che prepara il terreno per Jonas Vingegaard. Il danese accelera con facilità impressionante e raggiunge il portoghese prima dello scollinamento, confermando ancora una volta la propria superiorità in montagna.
Dopo la discesa, però, il gruppo dei velocisti riesce a rientrare e a organizzare lo sprint finale. Negli ultimi metri non c’è praticamente gara: Magnier esce perfettamente dalla ruota di Stuyven e vola verso il successo con grande autorità.
A fine tappa il francese non nasconde la propria sorpresa: “Questo non me l’aspettavo, forse proprio per questo è ancora più bello”, racconta sorridendo al traguardo.
Per quanto riguarda la classifica generale, non cambia nulla nelle primissime posizioni. Jonas Vingegaard resta saldamente in maglia rosa e si presenta da grande favorito al tappone dolomitico di domani, probabilmente la giornata decisiva del Giro d’Italia 2026.
La 19ª tappa, da Feltre ai Piani di Pezzè, promette infatti spettacolo puro: 151 chilometri e ben 5000 metri di dislivello attraverso alcune delle salite più iconiche e dure delle Dolomiti.
Il percorso sarà devastante: Passo Duran, Coi, Forcella Staulanza, Passo Giau — Cima Coppi di questa edizione — e infine il Passo Falzarego prima della salita conclusiva verso i Piani di Pezzè.
Una giornata da veri scalatori, dove Vingegaard potrebbe definitivamente chiudere i conti per la maglia rosa. Ma attenzione anche agli attacchi degli uomini di classifica e agli ultimi tentativi di ribaltare un Giro che, fin qui, sembra avere un padrone assoluto.
