L’edizione 2026 del Giro d’Italia si prepara a scrivere una pagina destinata a rimanere nella storia. L’8 maggio la Corsa Rosa scatterà per la prima volta dalla Bulgaria, con Nesebăr a inaugurare una tre giorni nell’Est Europa che toccherà Burgas, Veliko Tărnovo e Sofia, sede dell’ultimo arrivo in territorio bulgaro. Una scelta che conferma la vocazione internazionale della corsa e apre a scenari tecnici e logistici del tutto nuovi.
Dopo il trasferimento verso l’Italia, il gruppo approderà in Calabria per alcune frazioni mosse che porteranno i corridori a sconfinare in Basilicata, prima del ritorno a Napoli con una tappa dedicata ai velocisti e pensata per celebrare l’arrivo dell’America’s Cup nel Bel Paese. Avvicinandosi al primo weekend, la corsa cambierà immediatamente tono: la scalata al Blockhaus rappresenterà il primo esame severo per gli uomini di classifica, subito seguita dalla tappa dei “muri” marchigiani con arrivo a Fermo e dal secondo arrivo in salita previsto a Corno alle Scale.
La seconda settimana si aprirà con l’unica cronometro dell’edizione, 40,2 chilometri tra Viareggio e Massa che offriranno agli specialisti una rara occasione per guadagnare terreno. A seguire ci sarà spazio per gli attaccanti, con le tappe di Chiavari e Verbania, e per le ruote veloci con il traguardo di Novi Ligure. Ma il vero crocevia sarà il tappone di Pila: un percorso da grandi firme con Saint-Barthélemy, Doulas, Verrogne e una scalata che porterà il gruppo fin sotto il Cervino, anticipazione ideale del ritorno del Giro a Milano a chiudere la settimana.
La terza parte di corsa sarà riservata ai corridori più resistenti. L’arrivo in salita di Carì, in Svizzera, e quello successivo di Andalo inaugureranno un trittico durissimo che proseguirà con una tappa più semplice verso Pieve di Soligo, utile a rifiatare prima dell’ascesa inedita a Piani di Pezzè, già nota agli appassionati per essere stata affrontata nel Giro Baby del 1992. Da lì si entrerà nel cuore del gran finale: il tappone di Piancavallo, che comprenderà un susseguirsi di salite leggendarie come Cereda, Duran, Staulanza, Giau e Falzarego. Un menù che difficilmente lascerà spazio ai calcoli, destinato a decidere la classifica prima della tradizionale passerella conclusiva di Roma, prevista per domenica 31 maggio, con il Colosseo a fare da cornice all’incoronazione del vincitore.
Il Giro d’Italia 2026 si preannuncia quindi come un’edizione ricca di novità, tecnicamente esigente e disegnata per premiare completezza, coraggio e resistenza. Una corsa che saprà emozionare fin dalla prima tappa e che promette un finale memorabile sulle montagne del Friuli prima del trionfo nella Capitale.
