Il Giro d’Italia 2026 entra finalmente nel vivo e lo fa con la firma del grande favorito. Jonas Vingegaard conquista la settima tappa della corsa rosa, la Formia-Blockhaus di 244 chilometri, prima vera tappa di montagna dell’edizione e frazione più lunga dell’intera competizione. Sul durissimo arrivo abruzzese, il danese ha mostrato tutta la sua superiorità, attaccando a metà salita e staccando la concorrenza con impressionante facilità.
Per il capitano della Visma arriva così il primo successo in carriera al Giro d’Italia, un segnale fortissimo lanciato a tutti gli avversari in ottica classifica generale. Quando Vingegaard ha accelerato sul Blockhaus, soltanto Felix Gall ha provato inizialmente a resistere, salvo poi cedere terreno nel finale e chiudere secondo a 14 secondi.
Alle spalle del duo di testa si è formato un gruppetto con Jay Hindley, Giulio Pellizzari e Ben O’Connor, arrivati oltre il minuto dal vincitore. Più staccato invece Giulio Ciccone, settimo al traguardo con un ritardo di 1’40’’.
La maglia rosa resta però sulle spalle del portoghese Afonso Eulalio. Il leader della generale ha limitato i danni in una giornata complicatissima, tagliando il traguardo con quasi tre minuti di ritardo da Vingegaard ma conservando comunque il primato in classifica. Ora il danese è secondo a 3’17’’, seguito da Gall a 3’34’’. Hindley occupa la quarta posizione a 4’25’’, mentre Pellizzari è quinto a 4’28’’.
Proprio il giovane italiano è stato uno dei protagonisti più attesi della giornata. Pellizzari ha provato con coraggio a seguire l’attacco di Vingegaard, pagando però lo sforzo nel finale. A fine tappa non sono mancati autocritica e lucidità: il corridore azzurro ha ammesso di aver forse esagerato nel tentativo di restare agganciato al ritmo del danese, ma ha comunque sottolineato come l’obiettivo resti il podio finale.
Molto misurato anche Vingegaard nelle dichiarazioni dopo il traguardo. Il campione danese ha celebrato il primo successo al Giro, ringraziando il lavoro della squadra e lasciando intendere di avere ancora margini di crescita nelle prossime settimane.
Grande soddisfazione infine per Eulalio, che grazie all’aiuto dei compagni e all’esperienza di Damiano Caruso è riuscito a contenere il distacco e a difendere la maglia rosa in una delle tappe più dure di questa prima settimana.
La sensazione, però, è che la corsa rosa abbia finalmente trovato il suo padrone tecnico. Sul Blockhaus Jonas Vingegaard ha acceso il Giro d’Italia 2026.
