L’Inter si prepara all’ultima, delicata, notte europea del girone unico di Champions League con un solo obiettivo in testa: fare una grande prestazione a Dortmund e poi guardare la classifica. Cristian Chivu, alla vigilia della trasferta sul campo del Borussia, è stato chiaro nel suo messaggio, evitando qualsiasi tipo di alibi o ragionamento legato ai risultati degli altri.
“La situazione non è ideale e non dipende solo da noi – ha spiegato il tecnico nerazzurro –. Avevamo aspettative diverse, ma questa è un’altra competizione rispetto al campionato. Entreremo in campo per vincere, senza calcoli, poi a fine partita vedremo dove saremo”. L’Inter arriva alla sfida da quattordicesima forza del torneo, lontana dall’obiettivo iniziale delle prime otto posizioni, ma con la consapevolezza di potersela giocare fino in fondo.
Uno dei temi principali riguarda l’assenza di Nicolò Barella, rimasto a Milano per un problema muscolare accusato in allenamento. “Non abbiamo voluto rischiarlo – ha chiarito Chivu –. Farà degli esami, ma speriamo non sia nulla di grave. Per qualche giorno starà fermo”. Una scelta prudente, che conferma la volontà dell’Inter di pensare anche al medio periodo, senza compromettere elementi chiave della rosa.
Sulla formazione, il tecnico nerazzurro non lascia spazio a interpretazioni: “Non c’è tempo di fare calcoli, si schiera la miglior formazione possibile”. Anche sui singoli, da Lautaro Martínez a Sommer, Chivu sottolinea l’importanza del gruppo e della stima reciproca: “Sono professionisti, sanno gestire questi momenti. Il rispetto dei compagni conta più di tutto il resto”.
Capitolo avversari: il Borussia Dortmund resta un riferimento del calcio europeo, soprattutto tra le mura amiche. “Per forza e tradizione è una squadra top – ha ammesso Chivu –. In questo stadio vincono in pochi, trasmette qualcosa di speciale. Hanno grande qualità, anche se come tutte le squadre hanno dei limiti, soprattutto in fase difensiva”.
L’Inter, reduce da alti e bassi europei, dovrà mettere in campo solidità mentale e coraggio. “La squadra è cresciuta sotto questo aspetto – ha concluso Chivu –. Le stagioni perfette non esistono, ma dobbiamo continuare a correggerci”. A Dortmund servirà tutto: intensità, personalità e fame. Solo così i nerazzurri potranno trasformare una trasferta complicata in un’occasione decisiva.
