L’Inter saluta la UEFA Champions League nel modo più amaro possibile. Dopo il 3-1 incassato in Norvegia, i nerazzurri cadono anche a San Siro contro il Bodø/Glimt, che si impone 2-1 e firma una qualificazione storica agli ottavi di finale, dove affronterà una tra Manchester City e Sporting CP.
La squadra guidata da Christian Chivu era chiamata a una rimonta complicata ma non impossibile. Serviva intensità, ritmo e concretezza. Invece, l’Inter ha prodotto troppo poco, affidandosi quasi esclusivamente a qualche colpo di testa di Esposito, Frattesi e Bastoni, senza mai dare la sensazione di poter realmente ribaltare l’inerzia del doppio confronto.
Il match si decide nella ripresa. Al 58’, un grave errore in impostazione di Akanji spalanca la porta agli ospiti: Sommer riesce a opporsi al primo tentativo, ma nulla può sul tap-in vincente di Hauge. Il gol gela San Siro e spegne ulteriormente le speranze nerazzurre. I cambi – dentro Bonny, Diouf e Sucic – non producono la scossa sperata. Anzi, al 72’ è ancora il Bodø/Glimt a colpire: inserimento perfetto di Evjen su assist di Hauge e 2-0 che sa di sentenza.
Il gol di Bastoni, arrivato al 76’, riaccende solo per un attimo le speranze. Haikin blocca il pallone oltre la linea, ma non c’è alcun miracolo sportivo all’orizzonte. I norvegesi resistono e scrivono una pagina di storia: è la prima volta che una squadra norvegese elimina un club italiano in una fase a eliminazione diretta di Coppa dei Campioni/Champions League. Un precedente c’era stato solo in Europa League, sempre con il Bodø/Glimt contro la Lazio.
I numeri certificano la crisi europea dell’Inter. È la prima eliminazione prima degli ottavi dalla stagione 2020/21, allora in panchina c’era Antonio Conte. Inoltre, con almeno cinque partite alla guida in Champions, Chivu registra la più alta percentuale di sconfitte tra gli allenatori nerazzurri (50%, 5 ko su 10 gare). Un dato che stride con l’andamento in campionato, dove l’Inter viaggia all’81% di successi (21 vittorie su 26), contro il 50% europeo (5 su 10).
Per il Bodø/Glimt, invece, è un traguardo epocale: prima squadra norvegese a superare un turno a eliminazione diretta in Champions dai tempi del Lillestrøm nel 1987/88 e unica, fuori dai top cinque campionati europei, a vincere quattro partite consecutive contro club di Inghilterra, Spagna, Germania, Italia e Francia in un’unica edizione, impresa che mancava dall’Ajax 1971/72.
Per l’Inter è il momento delle riflessioni. La Champions League si chiude con cinque sconfitte nelle ultime sei partite europee. Ora l’obiettivo diventa concentrare energie su Serie A e Coppa Italia. Perché vincere è conoscere i propri limiti, ma anche reagire con lucidità. E l’Inter dovrà dimostrare di aver imparato la lezione europea.
