Inter-Bodo Glimt, serve l’impresa: come nel 1990 contro l’Aston Villa per inseguire gli ottavi di Champions

L’Inter deve ribaltare il Bodo Glimt per andare agli ottavi di Champions. Serve una rimonta storica, come quella del 1990 contro l’Aston Villa in Coppa Uefa.

Francesco Pio Esposito, Inter

Si fa presto a parlare di rimonta, ma realizzarla in Europa è tutt’altra storia. L’Inter, per conquistare gli ottavi di Champions League, dovrà ribaltare il doppio svantaggio maturato contro il Bodo Glimt. Un’impresa che richiede coraggio, equilibrio e una notte perfetta a San Siro. Esattamente come accadde nel 1990 contro l’Aston Villa.

Il parallelo riporta alla Coppa Uefa 1990-91. L’Inter di Giovanni Trapattoni, dopo il 2-0 subito a Birmingham contro la squadra guidata dalla stella David Platt, sembrava spacciata. Al Villa Park fu una serata storta: nerazzurri mai incisivi, colpiti prima da Nielsen e poi dallo stesso Platt. Ma il ritorno del 7 novembre 1990 a San Siro cambiò la storia. Spinta da uno stadio infuocato, l’Inter giocò una partita di intensità straordinaria: 1-0 di Klinsmann, 2-0 di Berti, 3-0 di Bianchi. Una rimonta epica, suggellata dalla celebre frase di Matthaeus: “Grande casino per grande vittoria”. Quella cavalcata si chiuse con la conquista della Coppa Uefa contro la Roma.

Oggi lo scenario è diverso. Non c’è più la regola dei gol in trasferta e l’Inter dovrà vincere con almeno tre reti di scarto per evitare supplementari e rigori. Il Bodo Glimt non avrà il blasone dell’Aston Villa di allora, ma ha dimostrato organizzazione e forza fisica. All’andata, le amnesie difensive sono costate carissimo alla squadra di Chivu.

Le armi però non mancano. Dimarco può essere decisivo con i suoi assist, a centrocampo le soluzioni sono varie e Pio Esposito ha mostrato personalità contro la difesa norvegese. Molto dipenderà anche da Thuram, chiamato a ritrovare incisività e leadership offensiva.

In campionato la situazione è più serena, con un margine rassicurante che consente di concentrare energie mentali sulla Champions. Ma per ribaltare il Bodo servirà qualcosa in più: intensità, fame e quella scintilla emotiva che trasformò una notte del 1990 in leggenda nerazzurra.

Adesso tocca al campo di San Siro. La storia insegna che le rimonte impossibili esistono. Ma vanno conquistate con testa, cuore e novanta minuti perfetti.