Due successi consecutivi, ma tante ombre. L’Inter di Cristian Chivu, nonostante i tre punti in campionato contro il Verona e la vittoria sofferta in Champions League sul Kairat Almaty, continua a mostrare i vecchi difetti che avevano già frenato la squadra ai tempi di Simone Inzaghi: superficialità, presunzione e una gestione dei vantaggi spesso disastrosa.
Contro l’Hellas, dopo un buon avvio e il gol del vantaggio firmato da Zielinski, i nerazzurri hanno abbassato il ritmo e smesso di giocare, rischiando di compromettere una partita già indirizzata. Ancora più allarmante, però, è stata la prestazione europea: contro il modesto Kairat, l’Inter è apparsa distratta, lenta e incapace di mantenere intensità, sfiorando una clamorosa beffa. Lo hanno ammesso gli stessi protagonisti, da Dimarco a Carlos Augusto, sottolineando come l’approccio sia stato “troppo leggero” per una gara di Champions.
Chivu, che dopo la vittoria di Verona aveva preferito minimizzare le difficoltà, ha cambiato registro dopo la prova di Almaty. Davanti alle telecamere si è assunto la responsabilità del blackout mentale (“Non sono riuscito a trasmettere ai giocatori l’importanza della partita”), ma all’interno dello spogliatoio il tono è stato ben più duro: l’allenatore romeno ha chiesto alla squadra un cambio di atteggiamento netto, soprattutto contro le avversarie ritenute inferiori.
Eppure, la storia recente dell’Inter parla chiaro. Le amnesie e la mancanza di cattiveria agonistica hanno già inciso pesantemente nelle scorse stagioni, con trofei sfumati nei momenti decisivi. Ora, per Chivu, arriva il primo vero banco di prova: la Lazio in casa, poi il derby con il Milan e la sfida di Champions contro l’Atletico Madrid. Un trittico che dirà molto sulle ambizioni reali dei nerazzurri e sulla capacità del nuovo tecnico di invertire una tendenza ormai cronica.
Se davvero l’obiettivo è il tricolore, l’Inter dovrà imparare a vincere non solo con il talento, ma con la testa. E Chivu, erede di Inzaghi, sa che la sfida più difficile non è tattica, ma mentale.
