Inter, Chivu difende il percorso nerazzurro prima di Genoa: “Troppe etichette, questa squadra sta crescendo”

Alla vigilia di Genoa-Inter, Cristian Chivu respinge le critiche, rivendica il valore della stagione e prepara una sfida complessa a Marassi tra assenze e possibili novità di formazione.

Piotr Zielinski, Inter

L’Inter prova a lasciarsi alle spalle la delusione europea contro il Liverpool e guarda subito avanti, con la trasferta di Marassi contro il Genoa che rappresenta un banco di prova delicato. Alla vigilia del match, Cristian Chivu ha preso la parola in conferenza stampa, mostrando compattezza, orgoglio e una difesa decisa del lavoro svolto finora dalla sua squadra.

Il tecnico nerazzurro non ha nascosto le difficoltà della sfida: Marassi, storicamente, è uno stadio ostico per l’Inter e contro il Genoa servirà una prestazione di alto livello. Chivu ha poi speso parole di stima per Daniele De Rossi, avversario di giornata ma ex compagno ai tempi della Roma, sottolineandone l’intelligenza e la capacità di mettersi al servizio del gruppo rossoblù.

Il cuore dell’intervento, però, è stato dedicato alla stagione dell’Inter e alle critiche ricevute. Chivu ha respinto con forza le etichette di squadra “finita” o “fallita”, ricordando come a inizio anno la percezione fosse ben diversa e come, numeri alla mano, il percorso resti positivo. In 21 partite stagionali, escluso il Mondiale per Club, l’Inter ha sbagliato solo due tempi, senza mai uscire davvero dalla partita. Un dato che, secondo l’allenatore, racconta una squadra solida, con margini di crescita ma mai allo sbando.

Sul tema degli scontri diretti non vinti, Chivu ha invitato a una lettura più ampia: il processo di crescita non può essere giudicato solo dal risultato finale, ma dalla continuità delle prestazioni e dall’identità costruita. Anche quando l’Inter va in svantaggio e fatica a rimontare, il tecnico preferisce difendere un approccio propositivo piuttosto che uno speculativo.

Tornando al ko europeo, Chivu ha evidenziato come, per intensità e atteggiamento, la squadra abbia fatto meglio rispetto alla gara col Como, senza risultare inferiore al Liverpool sul piano del gioco, pur riconoscendo la diversa caratura economica e tecnica degli avversari e le differenze tra Champions League e Serie A.

Sul fronte infermeria, la situazione resta complessa: oltre a Darmian e Dumfries, mancheranno anche Calhanoglu e Acerbi, mentre Palacios e Di Gennaro sono fermi da tempo. In ottica formazione, in difesa le scelte sono obbligate con Bisseck, Akanji e Bastoni. A centrocampo cresce la candidatura di Zielinski in cabina di regia, mentre sugli esterni Carlos Augusto può dare respiro a Dimarco. In attacco, Lautaro Martinez è l’unica certezza, con Thuram e Bonny in ballottaggio per affiancarlo.

Genoa-Inter si preannuncia dunque come una sfida complessa, tra emergenza, rotazioni e voglia di riscatto. E Chivu, più che alle etichette, guarda a un percorso che, a suo avviso, racconta molto più di quanto dica il rumore delle critiche.