L’Inter fa il suo dovere nella notte più complicata, espugnando il Signal Iduna Park con una vittoria di prestigio contro il Borussia Dortmund, ma il successo per 2-0 non basta per centrare la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League 2025/26. I nerazzurri di Cristian Chivu chiudono la fase a gironi al decimo posto, a un solo punto dalla top 8, e dovranno passare dal turno playoff di febbraio per continuare il loro cammino europeo.
La partita in Germania non era iniziata nel migliore dei modi per l’Inter, salvata nelle prime battute da un errore clamoroso di Guirassy che manca il vantaggio a porta quasi spalancata. Superato lo spavento, i nerazzurri prendono gradualmente il controllo del gioco, ma nel primo tempo faticano a creare vere occasioni: Thuram e Bonny non riescono a incidere, Luis Henrique resta ai margini, mentre Bisseck è l’unico a rendersi davvero pericoloso.
La svolta arriva nella ripresa, grazie alle mosse dalla panchina. Gli ingressi di Pio Esposito e Frattesi danno energia e ritmo a una squadra che cresce con il passare dei minuti. Sommer si rende protagonista con una parata decisiva su Adeyemi, tenendo lo 0-0 e preparando il terreno al finale nerazzurro. All’80’ arriva il momento che accende l’illusione: Federico Dimarco disegna una punizione perfetta, potente e precisa, che si infila alle spalle del portiere tedesco per l’1-0.
Nel finale Chivu inserisce anche Lautaro Martinez e Bastoni per blindare il risultato, e nei minuti di recupero arriva il raddoppio: Diouf, con una conclusione di grande qualità al 93’, chiude definitivamente i conti e firma una vittoria pesantissima sul piano del prestigio.
Per qualche minuto l’Inter assapora la qualificazione diretta agli ottavi, ma il contemporaneo vantaggio del Chelsea a Napoli spegne i sogni nerazzurri. Il successo dei Blues, unito alla vittoria dello Sporting, condanna l’Inter al decimo posto finale. Ora ai playoff le possibili avversarie sono Benfica o Bodo/Glimt, con all’orizzonte un eventuale ottavo di finale contro Manchester City o Sporting. Resta la consapevolezza di una squadra viva, capace di vincere in uno degli stadi più difficili d’Europa, ma penalizzata dai punti persi contro Liverpool e Atletico Madrid.
