Inter-Juventus, Derby d’Italia e tabù nerazzurro: dal 2006 solo 7 vittorie contro i bianconeri

L’Inter capolista sfida la Juventus nel Derby d’Italia, ma i numeri dal 2006 parlano chiaro: solo 7 vittorie nerazzurre in campionato contro i bianconeri.

Marcus Thuram, Inter

L’Inter vola in campionato, è in semifinale di Coppa Italia (unica big ancora in corsa) e ha conquistato i playoff di Champions League chiudendo il girone unico da migliore italiana. Eppure, alla vigilia del Derby d’Italia contro la Juventus, il primo posto non basta a cancellare un dato che pesa come un macigno: il tabù bianconero.

Dal ritorno della Juve in Serie A nel 2006/07, il bilancio in campionato è impietoso per i nerazzurri. In 37 confronti, l’Inter ha raccolto appena 7 vittorie, a fronte di 11 pareggi e ben 19 sconfitte. Numeri che raccontano una difficoltà strutturale, quasi una maledizione sportiva, capace di attraversare epoche e cicli tecnici differenti.

Nemmeno negli anni d’oro del Triplete 2010 il Derby d’Italia è stato terreno di conquista abituale per l’Inter. Anche quando i nerazzurri dominavano in Italia e in Europa e la Juventus stava ricostruendo la propria identità prima del ciclo Conte-Allegri, le sfide restavano tirate, spesso decise da episodi e con margini minimi. Fa eccezione il 2-0 interno del 2009/10, una delle rare affermazioni nette in un confronto storicamente equilibrato ma sfavorevole nei numeri.

Guardando ai precedenti più recenti, la situazione non migliora. L’ultima vittoria interista risale al 4 febbraio 2024, uno 0-1 che di fatto spense le ambizioni scudetto della Juve nella stagione della seconda stella nerazzurra. Da allora, due sconfitte – compreso il pirotecnico 3-4 dell’andata – e un clamoroso pareggio per 4-4 il 27 ottobre 2024.

Sabato sera non sarà soltanto una sfida scudetto o un classico scontro diretto tra big. Per l’Inter sarà soprattutto una prova mentale: spezzare il tabù Juventus significherebbe non solo allungare in classifica, ma anche liberarsi di un peso storico che dura da quasi vent’anni. Nel Derby d’Italia, più che la forma del momento, contano nervi saldi e dettagli. E la capolista è chiamata a dimostrare di averli entrambi.