Novità: il regolamento Fifa prevede che a ogni federazione partecipante venga assegnato l’8% dei biglietti per ciascuna partita, e l’Iran potrebbe incrociare gli Stati Uniti ai sedicesimi di finale il 3 luglio 2026 se entrambe finissero seconde nei rispettivi gironi.
A questo si aggiunge un nuovo capitolo nella vicenda che già vedeva l’arrivo della nazionale iraniana in Messico con nodi aperti sui visti e sul personale di staff: la Federcalcio iraniana ha accusato gli Stati Uniti di averle revocato la propria quota di biglietti. La contestazione prende corpo proprio alla luce della normativa Fifa che disciplina l’assegnazione dei tagliandi e rende la questione non solo logistica ma anche simbolica.
Se confermata, la revoca della quota ticket assumerebbe rilievo pratico e diplomatico. L’8% previsto dal regolamento è la cifra che lega direttamente le federazioni alla possibilità di assicurare una rappresentanza dei propri tifosi sugli spalti; una riduzione o una modifica a questa assegnazione sarebbe quindi al centro di un confronto tra federazioni, organizzatori e, potenzialmente, l’istituzione Fifa.
Il possibile match del 3 luglio rende la posta ancora più alta: non è soltanto una questione di biglietti per una singola gara, ma la gestione dell’accesso al seguito dei tifosi si collegherebbe al clima generale attorno a un ipotetico incrocio sportivo tra Iran e Stati Uniti.
Resta da vedere come risponderanno la Fifa e gli organizzatori locali alle accuse e quali provvedimenti logistici e di sicurezza verranno presi per garantire l’accesso dei tifosi. Per ora il nodo principale resta la verifica della revoca reclamata dalla federazione iraniana e le eventuali contromisure per tutelare la presenza dei sostenitori sul campo.
Prospettiva: con la fase a eliminazione diretta alle porte, ogni elemento di tensione organizzativa può avere effetti concreti sullo svolgimento della competizione e sulla presenza dei tifosi in vista di un possibile Iran-Usa ai sedicesimi.

