Italia ai Mondiali 2026: ipotesi ripescaggio tra regolamento FIFA, caso Iran e scenari possibili

Il possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 dipende dal caso Iran e dall’articolo 6.7 FIFA: tra ranking, merito sportivo e ipotesi playoff, ecco cosa può succedere.

Gianluigi Donnarumma, portiere Italia

L’ipotesi di vedere l’Italia ai Mondiali 2026, nonostante il percorso complicato nelle qualificazioni, torna a far discutere. Al centro del dibattito c’è il caso Iran e soprattutto il regolamento FIFA, che lascia aperti spiragli teorici ma anche molte incognite.

Già prima della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, gli Azzurri erano considerati la nazionale di più alto ranking tra quelle a rischio esclusione. Una posizione che, in caso di scenari straordinari, potrebbe diventare un fattore determinante. A riaccendere il tema sono state anche le dichiarazioni di Paolo Zampolli, figura vicina all’amministrazione americana, che hanno riportato sotto i riflettori la questione.

Ma cosa dice davvero il regolamento? L’articolo 6.7 della FIFA è chiaro nella forma quanto vago nella sostanza: in caso di ritiro o esclusione di una federazione già qualificata, la decisione su un’eventuale sostituzione spetta interamente alla FIFA, senza vincoli rigidi. Questo significa che l’organo guidato da Gianni Infantino avrebbe piena discrezionalità nella scelta della squadra da ripescare.

Ed è proprio qui che si complica il quadro per l’Italia. Secondo le indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla federazione internazionale, il criterio principale resterebbe quello del merito sportivo. Tradotto: se l’Iran non dovesse partecipare, la sostituzione più logica sarebbe una nazionale asiatica, con gli Emirati Arabi Uniti tra le principali candidate.

Non mancano però scenari alternativi. Tra questi, l’idea di un “super playoff” tra le nazionali escluse, da disputare a ridosso del torneo per assegnare l’ultimo posto disponibile. Una soluzione suggestiva ma al momento priva di conferme ufficiali.

Sul fronte Iran, inoltre, la situazione resta fluida ma non compromessa. La federazione sembra intenzionata a partecipare, pur con alcune condizioni legate alla sede delle partite. La FIFA, dal canto suo, ha più volte ribadito il diritto della nazionale iraniana a giocare il Mondiale conquistato sul campo.

I precedenti storici non aiutano a chiarire: casi di esclusioni e ripescaggi ai Mondiali sono rarissimi e spesso risalgono a epoche molto diverse dal calcio moderno. Più recente, invece, il caso del Mondiale per Club 2025, con l’esclusione del León per questioni di multiproprietà e il successivo spareggio vinto dal Los Angeles FC.

In definitiva, le speranze dell’Italia restano appese a una concatenazione di eventi poco probabili: un’esclusione ufficiale dell’Iran e una decisione FIFA che vada oltre i criteri geografici e di merito sportivo. Più che una possibilità concreta, al momento, si tratta di uno scenario remoto. Ma nel calcio, soprattutto quando entra in gioco la politica sportiva internazionale, nulla può essere escluso a priori.