Italia-Bosnia, sfida Mondiale: Dzeko guida l’insidia, Alajbegovic talento emergente e incubo Zenica

L’Italia si gioca il Mondiale contro la Bosnia: attenzione a Dzeko e al giovane Alajbegovic, in uno stadio caldo ma ridotto per sanzioni.

Edin Dzeko, Fiorentina

L’Italia è a un passo dal Mondiale, ma l’ultimo ostacolo si chiama Bosnia ed è tutt’altro che semplice. A Zenica, gli azzurri si giocheranno tutto in una finale playoff carica di tensione, contro una squadra che fa dell’organizzazione e del carattere le sue armi principali.

La Bosnia arriva all’appuntamento con grande fiducia dopo l’impresa contro il Galles, eliminato ai rigori al termine di una gara di pura resistenza. Decisivi il portiere Vasilj, specialista dagli undici metri, e il giovane talento Alajbegovic, classe 2007, autore sia dell’assist per il gol sia del rigore decisivo. Un prospetto di altissimo livello, già nel giro di grandi club europei, che rappresenta il futuro della nazionale bosniaca.

Ma il presente ha ancora il volto di Edin Dzeko. A quasi 40 anni, il capitano resta il punto di riferimento assoluto: leader tecnico e carismatico, capace di trascinare la squadra nei momenti chiave. Il suo gol contro il Galles è l’ennesima dimostrazione di quanto sia ancora determinante.

Il commissario tecnico Sergey Barbarez ha costruito una squadra compatta, spesso schierata con un 4-4-2 molto solido e orientato alla fase difensiva. Non c’è grande qualità diffusa, ma l’equilibrio tra esperienza e gioventù rende la Bosnia un avversario estremamente ostico, soprattutto in gare secche.

A rendere il tutto ancora più complicato ci sarà il fattore ambientale. Lo stadio di Zenica, pur ridotto a circa 8.800 spettatori per le sanzioni FIFA legate a episodi di razzismo e comportamento scorretto, resta uno degli impianti più caldi d’Europa. L’atmosfera sarà comunque infuocata, anche se la presenza di circa mille tifosi italiani potrebbe attenuare leggermente la pressione.

I precedenti sorridono all’Italia, con quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque sfide, ma questa volta il contesto è completamente diverso. In palio c’è un Mondiale, e in queste partite contano nervi, concentrazione e capacità di reggere la pressione.

Gli azzurri partono favoriti, ma guai a sottovalutare una Bosnia che ha già dimostrato di saper soffrire e colpire al momento giusto. A Zenica servirà un’Italia solida, concreta e pronta a lottare fino all’ultimo minuto. Perché il sogno Mondiale passa da qui.