La rivoluzione in casa Italia è appena iniziata. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina e l’addio di Gennaro Gattuso, la FIGC è chiamata a una scelta cruciale: individuare il nuovo commissario tecnico in tempi rapidissimi.
L’idea è chiara: serve un profilo di esperienza, un “big” capace di rilanciare immediatamente la Nazionale dopo l’ennesimo fallimento internazionale. I nomi sul tavolo sono quattro e tutti di altissimo livello: Antonio Conte, Roberto Mancini, Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri. Un quartetto di lusso, ma con un problema comune: sono tutti sotto contratto.
Conte rappresenta una soluzione affascinante e già testata. L’ex CT, protagonista a Euro 2016 fino ai quarti di finale, sarebbe favorevole a un ritorno in azzurro. Tuttavia, il suo legame con il Napoli fino al 2027 rende complicata qualsiasi trattativa, soprattutto considerando la posizione del club e del presidente De Laurentiis.
Situazione ancora più complessa per Simone Inzaghi, attualmente all’Al Hilal con un ingaggio superiore ai 25 milioni di euro a stagione. Un ostacolo economico difficile da aggirare, anche per una federazione.
Massimiliano Allegri è un altro profilo che intriga molto. La sua capacità di coniugare solidità tattica e risultati lo rende ideale per il contesto azzurro. Anche in questo caso, però, pesa il contratto con il Milan fino al 2027, con opzione per un ulteriore anno.
Chiude il quadro Roberto Mancini, oggi all’Al Sadd. L’ex CT non ha mai nascosto la voglia di tornare per cancellare il ricordo dell’eliminazione contro la Macedonia del Nord. Una candidatura che unisce esperienza e desiderio di riscatto.
Il tempo, però, stringe. A settembre inizierà la Nations League e l’Italia si troverà subito di fronte a sfide di alto livello contro Belgio, Turchia e Francia, con gare di andata e ritorno che testeranno immediatamente il nuovo corso.
Nel breve termine, resta da capire chi guiderà la squadra nelle amichevoli di giugno. Una soluzione temporanea potrebbe essere rappresentata da Silvio Baldini, attuale CT dell’Under 21, già pronto a traghettare la Nazionale in questa fase di transizione.
La FIGC deve scegliere in fretta, ma senza sbagliare. Perché questa volta non si tratta solo di ripartire: si tratta di ricostruire credibilità, identità e ambizione. E la scelta del nuovo CT sarà il primo, decisivo passo.
