Italia, Conte o Mancini per il dopo-Gattuso: Malagò accelera, Maldini rifiuta il ruolo di direttore tecnico

Il nuovo presidente FIGC Giovanni Malagò deve scegliere il prossimo commissario tecnico dell’Italia. Antonio Conte e Roberto Mancini sono i principali candidati, mentre Maldini declina l’offerta da direttore tecnico.

Antonio Conte, Napoli

La nuova era del calcio italiano è ufficialmente iniziata. Dopo l’elezione alla presidenza della FIGC, Giovanni Malagò si trova subito davanti alla decisione più delicata del suo mandato: scegliere il nuovo commissario tecnico della Nazionale e avviare il rilancio di un progetto che deve cancellare le delusioni accumulate negli ultimi anni.

I nomi in cima alla lista sono quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini, due figure che conoscono perfettamente l’ambiente azzurro e che rappresentano profili diversi ma ugualmente autorevoli. Entrambi vantano un passato importante sulla panchina della Nazionale e un curriculum di altissimo livello, elementi che li rendono i principali candidati per guidare l’Italia nel prossimo ciclo.

La corsa alla panchina sembra vivere continui cambi di scenario. Da una parte c’è Conte, tecnico dal carattere forte e dalla mentalità vincente, considerato l’uomo ideale per ricostruire entusiasmo e identità. Dall’altra c’è Mancini, l’allenatore che ha già riportato l’Italia sul tetto d’Europa con il trionfo a Euro 2021 e che, secondo diverse indiscrezioni, sarebbe disponibile a tornare alla guida degli Azzurri.

Conte e Mancini, due idee diverse per il futuro

Antonio Conte rappresenta la scelta della rivoluzione. La sua capacità di incidere immediatamente sulle squadre che allena è nota a tutti, così come il suo approccio intenso e rigoroso. Dopo aver lasciato Napoli, il tecnico salentino avrebbe aperto concretamente alla possibilità di assumere la guida della Nazionale, una prospettiva che lo affascina da tempo.

Roberto Mancini, invece, garantirebbe continuità e conoscenza dell’ambiente federale. Il suo ritorno, però, non convince tutti. Alcuni presidenti di Serie A, che hanno sostenuto la candidatura di Malagò alla guida della FIGC, avrebbero espresso perplessità su un possibile Mancini-bis e vorrebbero avere voce in capitolo nella scelta del nuovo commissario tecnico.

Maldini dice no

Nel frattempo si registra una rinuncia importante sul fronte dirigenziale. Paolo Maldini, il cui nome era circolato con insistenza come possibile direttore tecnico federale, avrebbe deciso di non accettare l’incarico.

La scelta dell’ex capitano del Milan obbliga la nuova governance federale a valutare soluzioni alternative per completare l’organigramma tecnico e costruire una struttura che possa supportare il lavoro del futuro ct.

Una decisione che vale il futuro azzurro

La missione di Malagò è chiara: restituire competitività e credibilità a una Nazionale che deve rialzarsi dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2026, evento che ha portato alle dimissioni di Gabriele Gravina e all’avvio di una nuova fase per il calcio italiano.

La scelta del commissario tecnico sarà il primo vero banco di prova della nuova presidenza. Conte e Mancini restano in pole position, con caratteristiche differenti ma con un obiettivo comune: riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale.

Le prossime settimane saranno decisive. Il futuro degli Azzurri passa dalle decisioni di Malagò e dalla scelta dell’uomo a cui affidare la ricostruzione della Nazionale. Una scelta che potrebbe segnare il destino del calcio italiano per i prossimi anni.