Si apre ufficialmente l’era di Silvio Baldini sulla panchina della Nazionale italiana, anche se il diretto interessato preferisce mantenere un profilo basso. Alla vigilia delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, il tecnico toscano ha parlato senza filtri durante la conferenza stampa del raduno azzurro, alternando umiltà, autocritica e pesanti accuse al sistema calcistico italiano.
La prima dichiarazione è destinata a far discutere: “Per allenare la Nazionale italiana serve un certo curriculum e io non ce l’ho”. Baldini ha spiegato di considerare questa opportunità come una conseguenza delle dimissioni di Gennaro Gattuso e non come un punto d’arrivo della propria carriera. Un messaggio che sottolinea la sua filosofia basata sul merito: prima l’Europeo Under 21, poi eventualmente le Olimpiadi, e solo dopo la possibilità di ambire stabilmente alla guida della Nazionale maggiore.
Il tecnico ha inoltre chiarito il senso delle sue convocazioni, che guardano anche al futuro e ai prossimi impegni olimpici. In questo contesto spiccano le chiamate di Gianluigi Donnarumma e Francesco Pio Esposito. Proprio il portiere del Paris Saint-Germain ha ricevuto parole particolarmente significative: Baldini ha raccontato che Donnarumma è stato il primo a contattarlo per offrire la propria disponibilità, un gesto che il commissario tecnico ha interpretato come un segnale importante di attaccamento alla maglia azzurra.
Ma il passaggio più duro della conferenza riguarda lo stato del calcio italiano. Baldini non ha usato mezzi termini, accusando una parte della dirigenza nazionale di privilegiare interessi personali rispetto alla crescita del movimento. Secondo il tecnico, la scarsa valorizzazione dei giovani rappresenta uno dei principali problemi del sistema e impedisce alle nuove generazioni di completare il percorso di maturazione necessario per competere ad alto livello.
“L’esperienza si costruisce giocando”, ha ribadito Baldini, sottolineando come le Nazionali giovanili abbiano ottenuto risultati importanti negli ultimi anni, mentre il vero ostacolo resta il passaggio verso la selezione maggiore. Per il ct ad interim, il problema non riguarda la Federazione ma le società, troppo spesso restie a investire con continuità sui talenti italiani.
Sul campo, però, l’obiettivo resta immediato: affrontare con il massimo impegno le sfide contro Lussemburgo e Grecia. Per Baldini non esistono amichevoli quando si indossa la maglia dell’Italia. Anche senza punti in palio, c’è sempre da difendere prestigio, orgoglio e identità di una Nazionale che cerca una nuova direzione dopo mesi particolarmente difficili.
Le prossime due partite serviranno anche a fornire indicazioni alla Federazione sul futuro della panchina azzurra. Nel frattempo, Baldini si gode un’occasione inattesa, cercando di lasciare un segno con il suo stile diretto e senza compromessi.
