L’amichevole Lussemburgo-Italia ha fatto registrare solo 3.995.000 spettatori con uno share del 21,7%, il dato d’ascolto più basso dalla scorsa primavera. In parallelo la nazionale ha segnato un primato storico: l’età media della formazione schierata da Baldini è stata di 21 anni e 354 giorni, la più bassa dal 1910.
Per chi non segue la vicenda, l’allenatore ha scelto di convocare esclusivamente calciatori delle giovanili, affiancando a loro soltanto Donnarumma, e ha chiesto ai ragazzi di divertirsi in campo.
Il risultato è un doppio binario: da un lato un esperimento chiaro di ringiovanimento e osservazione del vivaio, dall’altro un calo di interesse televisivo per questa amichevole rispetto ai parametri recenti. La scelta di puntare su volti nuovi e di dare spazio ai giovani appare decisa e volontaria, ma mette in evidenza la sfida comunicativa nel far percepire al pubblico il valore di un progetto a lungo termine.
Resta da vedere se il percorso intrapreso da Baldini, concentrato sulla valorizzazione delle giovanili, riuscirà a recuperare l’attenzione degli spettatori nelle prossime uscite e a trasformare il ricambio anagrafico in un vantaggio sportivo e mediatico.

