Il Tribunale Federale Nazionale ha inflitto alla Juve Stabia una penalizzazione di 2 punti contestando la mancata produzione, nella cessione a Stabia Capital Srl, della documentazione che attestasse i requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria e la copia dell’atto di acquisizione. In parallelo la Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un sequestro da 153 milioni di euro a carico di due società edili riconducibili all’ex patron Alfredo Guerri per presunti crediti d’imposta illeciti legati al Superbonus 110%.
Per chi segue la vicenda: il club era già stato raggiunto da una penalizzazione prima dell’inizio del campionato. Il provvedimento del TFN si aggiunge a quella sanzione precedente, aggravando la posizione sportiva della società in classifica.
Il Tribunale Federale ha motivato la nuova penalità sottolineando l’assenza degli atti richiesti sulla cessione a Stabia Capital Srl, documenti ritenuti necessari per verificare i requisiti di onorabilità e la capacità economico-finanziaria del nuovo soggetto acquirente. Sul fronte giudiziario-amministrativo, l’intervento della Guardia di Finanza di Napoli ha portato al sequestro cautelare di risorse per 153 milioni di euro nei confronti di due imprese edili legate a Guerri, nell’ambito di indagini su presunti crediti d’imposta illeciti connessi al Superbonus.
I provvedimenti segnano due fronti distinti ma convergenti di pressione sulla vicenda societaria: uno di natura sportiva, deciso dal Tribunale Federale, l’altro di natura penale-amministrativa, affidato agli accertamenti della Guardia di Finanza. Resta ora da vedere se la società presenterà ricorso al TFN e quali sviluppi emergeranno dalle indagini che hanno portato al sequestro. Il quadro resta in evoluzione e avrà riflessi immediati sulla situazione della Juve Stabia in campionato e sulla gestione societaria.

