La Juventus sta già progettando la prossima stagione con un obiettivo chiaro: costruire una rosa competitiva per la Champions League senza trascurare i rigidi parametri imposti dalla lista UEFA. Non si tratta soltanto di qualità tecnica, ma anche di equilibrio burocratico, soprattutto per quanto riguarda i giocatori di formazione italiana e “homegrown”.
I bianconeri, infatti, dovranno fare attenzione alla composizione della lista europea da 25 giocatori. Il regolamento UEFA impone la presenza di almeno otto calciatori formati localmente: quattro cresciuti nel club e altri quattro provenienti dai vivai di società professionistiche italiane. Negli ultimi anni la Juve ha spesso avuto difficoltà nel rispettare pienamente questi requisiti, ritrovandosi con liste ridotte.
Con alcuni possibili addii importanti all’orizzonte — tra cui Perin, Di Gregorio, Locatelli e Cambiaso — la dirigenza si sta quindi orientando verso profili italiani che possano garantire sia valore tecnico sia compatibilità regolamentare.
Il nome in cima alla lista resta quello di Giorgio Scalvini. Il centrale dell’Atalanta piace enormemente per duttilità, personalità e capacità di costruzione dal basso. Il difensore azzurro, nonostante la stagione complicata dall’infortunio alla caviglia, continua a essere considerato uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo.
Secondo le indiscrezioni, la Juventus avrebbe già avviato contatti informali con l’Atalanta, che però valuta il giocatore tra i 40 e i 45 milioni di euro. Una cifra elevata, ma coerente con il valore e l’età del difensore bergamasco, che può giocare sia in una retroguardia a tre che in una linea a quattro.
Piace molto anche Michael Kayode, laterale del Brentford cresciuto proprio nel settore giovanile juventino tra il 2014 e il 2018. Il suo eventuale ritorno a Torino permetterebbe ai bianconeri di aggiungere un altro elemento utile per i criteri UEFA, oltre a garantire freschezza e atletismo sulla fascia destra.
Il Brentford valuta Kayode intorno ai 30 milioni di euro, cifra che al momento viene considerata elevata dalla Juventus, ma il profilo resta molto apprezzato dalla dirigenza e dallo staff tecnico.
Per finanziare queste operazioni, il club dovrà inevitabilmente fare cassa attraverso alcune cessioni. Uno dei nomi più interessanti in questo senso è Tarik Muharemovic. Il difensore del Sassuolo piace a diversi club, tra cui Inter e Tottenham, e una possibile cessione intorno ai 35 milioni garantirebbe alla Juventus circa 17,5 milioni grazie alla percentuale sulla rivendita concordata con gli emiliani.
Anche Federico Gatti potrebbe lasciare Torino. Il centrale italiano sembra sempre più ai margini del progetto tecnico di Luciano Spalletti e diversi club di Premier League hanno già mostrato interesse. Everton, Crystal Palace, Aston Villa e Fulham monitorano la situazione, con una valutazione che si aggira attorno ai 25 milioni di euro.
Parallelamente, la Juventus continua a seguire anche occasioni internazionali di alto profilo. Tra queste c’è Bernardo Silva, destinato a lasciare il Manchester City a parametro zero dopo nove stagioni. I bianconeri si sono mossi con anticipo, ma la concorrenza resta fortissima: Barcellona e Atletico Madrid seguono da vicino il portoghese.
Lo stesso Bernardo Silva ha recentemente confermato di voler scegliere il proprio futuro prima del Mondiale con il Portogallo, escludendo per ora un ritorno al Benfica. La Juventus osserva con attenzione, consapevole che un colpo del genere rappresenterebbe un enorme salto di qualità tecnico ed europeo.
Il mercato bianconero, dunque, si muove su un doppio binario: migliorare la squadra e contemporaneamente rispettare gli equilibri richiesti dalla UEFA. Una strategia complessa, ma ormai fondamentale per chi vuole restare competitivo ai massimi livelli europei.
