La Juventus è pronta a tornare protagonista in campionato dopo il successo europeo contro il Pafos e lo fa affrontando uno degli ostacoli più complessi di questo momento: il Bologna di Vincenzo Italiano, squadra in fiducia e avanti di due punti in classifica. Alla vigilia della sfida del Dall’Ara, Luciano Spalletti ha fatto il punto sul momento bianconero, toccando temi tecnici, tattici e mentali.
Il tecnico ha innanzitutto sottolineato il valore del legame con la proprietà, evidenziando la vicinanza di John Elkann alla squadra. Parole che raccontano un clima di partecipazione e responsabilità: sentire la passione della famiglia proprietaria, secondo Spalletti, è uno stimolo ulteriore, ma va trasformato in sostanza quotidiana sul campo, onorando il passato e costruendo un futuro all’altezza della storia juventina.
Sul piano tattico, la Juventus dovrebbe rimandare ancora il passaggio definitivo al 4-2-3-1, continuando con la difesa a tre. Spalletti, però, ha ridimensionato l’importanza dei numeri e degli schemi, spiegando come il calcio moderno sia sempre più legato all’occupazione degli spazi e ai duelli individuali. Il 4-3-3 o il 4-2-3-1 restano un’idea di partenza, una base da cui adattarsi alle richieste della partita e alle sue continue evoluzioni.
Capitolo infortuni: Rugani potrà tornare gradualmente, mentre per Bremer servirà grande cautela, vista la delicatezza del percorso di recupero. In avanti, fiducia rinnovata a David come riferimento offensivo, supportato da Conceiçao e da un Yildiz ormai centrale nel progetto tecnico. Proprio sul talento portoghese, Spalletti ha insistito sulla necessità di crescere in concretezza: più gol, più assist, maggiore determinazione nei duelli e nella fase difensiva, pur riconoscendo l’enorme disponibilità mostrata dal giocatore.
Non sono mancate parole di grande stima per il Bologna e per Vincenzo Italiano, definito uno degli allenatori più forti in Italia. Spalletti ha riconosciuto la qualità e il coraggio dei rossoblù, capaci di imporre il proprio gioco e indirizzare gli avversari in zone di campo prestabilite. Per uscirne indenni, serviranno personalità, letture rapide e la capacità di reggere l’uno contro uno per tutta la gara.
Proprio la crescita mentale resta uno dei temi centrali. Spalletti ha parlato di continuità, di presenza costante “nel cuore della squadra” per 90 minuti, sottolineando come una partita contenga sempre una dimensione collettiva e una individuale. I limiti, spesso, nascono dalle scelte del singolo più che dalla tattica, ma l’obiettivo è ridurre al minimo le sbavature.
Infine, la scelta di abolire i ritiri pre gara: per Spalletti il ritiro è soprattutto una condizione mentale. Viaggiare il giorno stesso della partita riduce stress e logorio, perché chi indossa la maglia della Juventus deve sentirsi sempre, simbolicamente, in ritiro. Un altro tassello di una gestione che guarda al futuro, con l’idea chiara che il percorso conta tanto quanto il risultato immediato.
