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Juventus Stadium diventa Allianz Stadium: la questione naming rights

Bottadiculo

Lo Juventus Stadium di Torino cambierà nome in Allianz Stadium. Si chiamerà così a partire dal primo luglio di quest’anno e almeno fino al 2023.

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La Juventus è stata la prima squadra in Italia ad avere uno stadio di proprietà (a ruota si sono aggiunte Sassuolo e da quest’anno l’Udinese) seguendo gli esempi di altri club importanti in Europa come Barcellona, Manchester United, Ajax, Bayer Monaco, Liverpool, Benfica e molti altri ancora. Lo Stadium, inaugurato nel 2011, ha portato, grazie ai benefici finanziari, la squadra della Famiglia Agnelli ad essere una delle più forti sia sotto l’aspetto tecnico che economico in Europa.

Quanto frutta alla Juventus lo stadio di proprietà

Se analizziamo le cifre della Juventus i ricavi ottenuti in quasi sei anni di vita dello Stadium, si avvicinano a 200 milioni, ossia circa 40 milioni a stagione, cifre impensabili fino a qualche anno fa. Oltretutto la Juventus ha fatto del suo stadio un vero e proprio fortino quasi inespugnabile sia in Italia che in Europa, anche grazie al fatto che l’impianto è fatto in modo da esaltare la squadra. Non ha una capienza eccessiva, circa 40 mila posti, ed è praticamente quasi sempre tutto esaurito. Insomma se si analizzano i dati tra lo stadio Olimpico di Torino dove la Juventus incassava 10 milioni a stagione e lo Stadium con 40 milioni in media, la differenza è davvero notevole.

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Allianz Stadium, Juventus

Perché lo Juventus Stadium diventa Allianz Stadium

A sei anni dall’inaugurazione del gioiello torinese, lo Juventus Stadium verrà ribattezzato Allianz Stadium e diventerà di fatto il settimo impianto nel mondo ad associare il proprio nome a quello del colosso assicurativo tedesco (Bayern Monaco, Nizza, Sydney, Palmeras, Rapid Vienna e la squadra di Rugby dei Saracens di Londra).  L’accordo, appena ufficializzato frutterà alle casse della Juventus ben 3 milioni di Euro a stagione, quindici in totale per i cinque anni in cui sarà portata avanti la partnership (l’accordo è stato trovato grazie all’intermediazione della società di marketing sportivo francese Sportfive a cui erano stati ceduti i diritti dello stadio piemontese). L’affare stadio si aggiunge ai 75 milioni di euro complessivi, poco più di sei a stagione, che la Juventus incassa proprio dalla Sportfive che, nel 2023, terminerà l’accordo con i bianconeri che potranno gestire direttamente a quel punto i naming rights dell’impianto.

Naming Rights, il fenomeno degli ultimi anni

Il calcio odierno ruota molto attorno al business, dalle semplici sponsorizzazioni sulle maglie, al marketing, alle tournée estive, fino a appunto al naming rights, ossia il fenomeno dove vengono ceduti i diritti di denominazione degli stadi. In America già da diversi anni molte squadre di pallacanestro (NBA) ottengono introiti da questa strategia di marketing, che da una decina circa è arrivata anche in Europa. In particolare sono state le società proprietarie dello stadio che per massimizzare i ricavi commerciali (oltre ad incassi per biglietti, bar, ristoranti ed ingressi ai musei) hanno deciso di concedere il nome dello stadio a società interessate a pubblicizzare il loro marchio o il loro brand. L’Inghilterra è stata la prima ad aprirsi a questo fenomeno nel 2006, quando l’Arsenal ha abbandonato lo storico Highbury per trasferirsi nell’Emirates Stadium (il main sponsor della Società), seguita a ruota nel tempo da altre società come ad esempio il Manchester City (Etihad Stadium). Ma è la Germania a farla da padrona, oltre il 70% degli stadi in Bundesliga portano come nome uno sponsor (oltre all’Allianz stadium del Bayern e del Monaco 1860, che ricevono 80 milioni di euro per 30 anni di sponsorizzazione, è famoso anche il caso anche il Red Bull del Lipsia che, proprio grazie agli introiti ottenuti dal colosso delle bevande, è diventata la seconda forza del campionato).

Allianz Stadium, Torino

Stadi di proprietà e sponsorizzazioni, l’Italia è ancora indietro

Il nostro Paese è al dodicesimo posto in Europa nella classifica dei campionati che vedono squadre con gli stadi sponsorizzati (solo la Spagna tra le nazioni di primo piano fa peggio). Ma lo Juventus Stadium non è il primo caso: nel 1995 infatti la Reggiana, società all’epoca molto ambiziosa, costruì il proprio impianto che fu denominato Stadio del Giglio proprio grazie all’accordo con l’azienda alimentare che ne acquisì i diritti realizzando all’interno anche un centro commerciale. Le cose però non andarono bene per la Società Emiliana e addirittura nel 2013 fu il Presidente del Sassuolo Squinzi a rilevarlo facendolo diventare il Mapei Stadium dove gioca le gare interne la sua squadra. Da quest’anno poi si è aggiunta anche l’Udinese che ha realizzato il suo stadio di proprietà cedendone il nome al main sponsor, la Dacia Arena.

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