È ufficialmente iniziata una nuova pagina della storia juventina: Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Juventus. Dopo le esperienze con Roma, Inter, Napoli — con cui ha conquistato lo Scudetto nel 2022/2023 — e la parentesi da commissario tecnico della Nazionale, il tecnico toscano approda alla Continassa con un contratto valido fino a giugno 2026. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rilanciare la squadra e assicurare la qualificazione alla prossima Champions League.
Spalletti è il terzo tecnico in due anni dopo Thiago Motta e Igor Tudor, segno di un periodo turbolento in casa bianconera. La giornata del suo insediamento è stata densa di emozioni: tra visite mediche al J Medical, incontri con la dirigenza e un bagno di folla con i tifosi, l’accoglienza è stata calorosa. Al suo fianco, come sempre, il fedele vice Marco Domenichini e Giovanni Martusciello, già collaboratore di Sarri durante la stagione del nono Scudetto consecutivo.
Nel suo primo discorso ai giocatori, Spalletti ha trasmesso subito il suo approccio pragmatico: “Tutto bene? Dipenderà da voi”. Un messaggio chiaro, che sottolinea la necessità di responsabilità collettiva dopo mesi difficili. La prima seduta alla Continassa è servita per valutare la condizione del gruppo e impostare le basi del nuovo assetto tattico, che ruoterà attorno al 4-2-3-1, il modulo che gli ha regalato i maggiori successi in carriera.
Sul piano tecnico, l’ex CT azzurro punta a rilanciare elementi chiave come Vlahovic e Koopmeiners, arrivato per 60 milioni ma ancora distante dalle aspettative. In difesa, Gatti e Kelly potrebbero formare la nuova coppia centrale, mentre Kalulu e Cambiaso agiranno sulle fasce. Davanti, fiducia a Kenan Yildiz, autore dell’ultimo gol contro l’Udinese e destinato a diventare il simbolo della rinascita bianconera.
Il debutto di Spalletti in panchina avverrà contro la Cremonese, occasione per testare i primi equilibri e ritrovare entusiasmo dopo una stagione altalenante. Per la Juventus è tempo di ripartire con un progetto tecnico solido e con una guida capace di riportare ordine, identità e mentalità vincente. Per Spalletti, invece, si tratta della sfida perfetta: restituire ai bianconeri il ruolo da protagonisti in Italia e in Europa.
