Lazio rimonta la Cremonese al 92’: Noslin decisivo, Giampaolo vede la Serie B più vicina

La Lazio vince 2-1 in rimonta contro la Cremonese grazie a Noslin nel recupero: biancocelesti ottavi, grigiorossi a -4 dalla salvezza.

Tijjani Noslin, Lazio

Una vittoria pesantissima, arrivata all’ultimo respiro. La Lazio espugna lo Zini battendo 2-1 la Cremonese nella 35ª giornata di Serie A e si riprende l’ottavo posto in solitaria a quota 51 punti, superando Bologna e Sassuolo ferme a 49. Per i grigiorossi, invece, è una sconfitta che fa male, forse più di tutte le altre: la zona salvezza dista ora quattro lunghezze e il rischio retrocessione diventa sempre più concreto.

Eppure la partita si era messa bene per la squadra di Giampaolo. Approccio aggressivo e grande intensità fin dai primi minuti, nonostante l’infortunio di Baschirotto che costringe a rivedere subito gli equilibri difensivi. Il vantaggio arriva al 29’, con Bonazzoli che sfrutta un clamoroso errore di Motta e firma l’1-0. La Cremonese sembra in controllo e sfiora anche il raddoppio, mentre la Lazio fatica a trovare ritmo e soluzioni offensive.

La svolta arriva nella ripresa, grazie alle mosse di Sarri. L’ingresso di Noslin e Rovella cambia completamente l’inerzia del match: proprio Noslin serve l’assist per il pareggio di Isaksen al 53’, riportando in equilibrio la gara. Da quel momento il match si apre, con occasioni da entrambe le parti. La Cremonese prova a vincerla, creando opportunità importanti con Vardy, Pezzella e Bondo, ma senza trovare la precisione necessaria.

E come spesso accade nel calcio, gli errori si pagano. Al 92’ arriva la beffa: Noslin si inventa una giocata straordinaria e firma il gol del definitivo 2-1. Una perla che vale tre punti d’oro per la Lazio e che, al contrario, complica tremendamente il cammino salvezza della Cremonese.

Nel finale di stagione ogni dettaglio pesa, ogni occasione mancata può essere decisiva. E questa sconfitta lascia i grigiorossi con più di un rimpianto e con la Serie B sempre più vicina. Per la Lazio, invece, è un segnale forte: la corsa europea è ancora viva.