Hai un’agenzia Lottomatica. Il 2 settembre leggi che la tua azienda si è appena fusa con CIRSA in un’operazione da 2,8 miliardi di euro, secondo operatore quotato al mondo nel gaming e nel betting dopo Flutter. Cerchi nel comunicato una riga sul punto vendita che gestisci ogni giorno. Non c’è.

Il fatto: Lottomatica-CIRSA, e il giorno dopo Flutter chiude negozi per la stessa ragione
Il cambio azionario è 0,668 azioni Lottomatica per ogni azione CIRSA: i soci storici di Lottomatica restano al 67,5%, quelli di CIRSA al 32,5%. Tra questi ultimi c’è Blackstone, che controlla CIRSA tramite la holding LHMC Midco e diventa il primo socio singolo del gruppo combinato, con circa il 24% e due poltrone nel board. L’EBITDA pro forma sale a circa 2 miliardi di euro, con sinergie promesse per 115 milioni l’anno.
Il 3 settembre, un giorno dopo, Flutter comunica che fino a cento negozi Paddy Power nel Regno Unito sono sotto revisione, con circa 400 posti di lavoro a rischio. Causa dichiarata: la Remote Gaming Duty, la tassa sul gioco a distanza, salita dal 21 al 40% da aprile 2026. Due notizie separate per chi le legge come episodi distinti, lo stesso meccanismo per chi gestisce un punto vendita in entrambi i mercati.
La parte che nessuno sottolinea: la logica di chi siede nel board non coincide sempre con la tua
Un fondo che possiede un quarto di un gruppo da 2 miliardi di EBITDA non guarda la densità della rete fisica in provincia di Cuneo o di Palermo. Guarda un multiplo di uscita e un rendimento su un orizzonte definito. Finché il gruppo cresce, quella logica coincide con l’interesse di chi gestisce un’agenzia: più punti vendita aperti, più raccolta, più EBITDA in bilancio. Il problema comincia quando i due interessi divergono, ed è quello che è appena successo a Flutter: un aumento fiscale ha eroso il margine della rete retail, e il board ha aperto la revisione dei negozi, licenziamenti compresi.
In Italia la leva che può produrre lo stesso effetto ha già un nome, il PREU: 25,5% su casinò, poker e bingo online, 24,5% sulle scommesse sportive, già salito più volte negli ultimi due anni. Nessuno ha ancora chiesto a Lottomatica cosa succede alla rete fisica italiana il giorno in cui quella leva si muove di un altro punto, con Blackstone seduta al tavolo che decide.

Cosa può fare chi gestisce un’agenzia o un punto vendita
Le associazioni di categoria che rappresentano i concessionari e i punti vendita Lottomatica hanno gli strumenti per chiedere per iscritto un impegno pubblico sulla rete fisica in caso di nuovo aumento del PREU. La fusione appena firmata è l’occasione naturale per farlo, prima che diventi urgente come lo è oggi a Londra.
Vale anche rileggere il proprio contratto di affiliazione o concessione, cercando le clausole su chiusura, conversione o indennizzo del punto vendita: se non ci sono, o restano generiche, meglio chiederne di più precise ora, non quando arriva la lettera di disdetta. E vale seguire il percorso del ddl 1902 e delle prossime manovre di bilancio sul PREU, non solo le notizie sul deal Lottomatica-CIRSA: è quella leva a decidere il quando, il deal ha solo cambiato chi siede al tavolo nel momento in cui tornerà a muoversi.
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