888sport 100€ Sisal Matchpoint 315€ SNAI 305€
💌 Vuoi ricevere i nostri PRONOSTICI GRATIS via email?
GoldBet 100€ Betfair 210€ Eurobet 215€

Ludopatia: come riconoscere e curare il Gioco d’Azzardo Patologico

Gioco d'azzardo patologico

Gioco d’azzardo patologico: significato, cause, sintomi, cura, terapia, approfondimenti sul gioco d’azzardo in Italia e su come aiutare chi è affetto da ludopatia.

Ludopatia: significato

Quando si gioca d’azzardo spesso può capitare di agire d’impulso non riuscendo così a mettere a freno certi comportamenti che poi possono incidere negativamente sull’esito del gioco stesso. Con il proliferare in Italia dei giochi, dal Superenalotto ai Casinò online e passando per il Poker online e le slot machine, si parla sempre più spesso del gioco d’azzardo patologico che porta alla cosiddetta ludopatia.

Cos’è il gioco d’azzardo patologico

Per definizione la ludopatia è un disturbo del comportamento che presenta molte caratteristiche che sono comuni con la tossicodipendenza. E questo perché il giocatore affetto da ludopatia tende ad aumentare non solo la frequenza delle giocate, ma anche il tempo di gioco e la somma complessivamente spesa con l’obiettivo di cercare, con eccessivo accanimento, di recuperare le perdite. Di conseguenza, il giocatore d’azzardo che è affetto da ludopatia tenderà poi a giocare somme superiori a quelle che sono le proprie disponibilità economiche, ed andrà a trascurare quelli che sono gli impegni di vita quotidiana a partire da quelli familiari e lavorativi.

Ludopatia: come riconoscerla

Come per la tossicodipendenza, anche il giocatore affetto da ludopatia quasi sempre non ammette di essere colpito da tale disturbo comportamentale ritenendo di avere il pieno controllo e di essere capace di smettere di giocare in ogni momento. Pur tuttavia, sono tanti i sintomi che permettono di riconoscere se un giocatore d’azzardo è affetto da ludopatia, a partire dal fatto che ogni volta il piacere di giocare viene raggiunto scommettendo somme di denaro che sono sempre maggiori. Inoltre, chi è affetto da ludopatia quando tenta di interrompere di giocare, senza peraltro riuscirsi, diventa irritabile ed irrequieto.

Ed ancora, chi è affetto da ludopatia con il tempo rischia di mettere a repentaglio le relazioni sociali ed anche il mantenimento del posto di lavoro tendendo spesso a fare affidamento sugli altri per reperire denaro al fine di continuare a giocare. E questo spesso accade mentendo al proprio partner e/o alla propria famiglia al fine di occultare il fatto che il gioco d’azzardo ha oramai assunto una condizione patologica. Inoltre, nei casi più gravi chi è affetto da ludopatia al fine di continuare a giocare, rincorrendo le perdite, commette delle azioni illegali che possono spaziare dalla frode alla falsificazione e fino ad arrivare all’appropriazione indebita ed al furto.

Le cause della ludopatia

Sono tanti i fattori di rischio che possono portare un giocatore ad essere più predisposto alla ludopatia. Questo accade, in particolare, quando già il soggetto soffre di altri disturbi o patologie psichiatriche che spaziano dalla depressione all’ansia e passando per l’alcolismo, il consumo di stupefacenti, i disturbi della personalità e dell’attenzione. Di norma, per fasce d’età, sono più a rischio di ludopatia i giocatori dai 20 ai 50 anni, sono prevalentemente di sesso maschile ed a livello comportamentale nella vita quotidiana tendono ad annoiarsi in fretta e nello stesso manifestano ed ostentano uno spirito che è altamente competitivo.

Inoltre, il giocatore d’azzardo che si ammala di ludopatia spesso non possiede quelle basi matematiche e quella mentalità tale da comprendere che rispetto a quelle di vincita le probabilità di giocare e di perdere sono nettamente più alte.

Detto questo, così come avviene per gran parte delle malattie di natura psichiatrica, la causa esatta della ludopatia non è nota ma gli esperti ritengono che i fattori legati al rischio di insorgenza sia di varia natura, dai fattori ambientali a quelli biologici e passando per quelli genetici. In particolare, le interazioni sfavorevoli a livello ambientale che possono causare l’insorgenza della ludopatia sono spesso legati alle relazioni sociali, alla famiglia, alla sfera sociale e/o a quella lavorativa. Quello legato alla ludopatia è quindi in tutto e per tutto un problema di salute pubblica, in Italia come in tanti altri Paesi del mondo, che può portare a gravi conseguenze per se stessi e per gli altri.

Ludopatia: come curarla

In Italia la cura della ludopatia è piuttosto recente anche perché il problema del gioco d’azzardo patologico non è stato trattato in maniera organica dalle istituzioni. In particolare, su tutto il territorio nazionale per la cura della ludopatia è possibile rivolgersi alle associazioni che si occupano del cosiddetto auto mutuo aiuto, ed in alcune Regioni d’Italia pure ai Servizi per le dipendenze patologiche delle ASL, i cosiddetti SerT, dove sono presenti delle equipe che si occupano di diagnosticare e di curare i soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico.
Trattasi, nello specifico, di equipe composte non solo da medici, ma anche da educatori, assistenti sociali, infermieri e psicologi che sono chiamati prima a far accettare e riconoscere al paziente di essere affetto da ludopatia, e poi assisterlo dialogando con lui al fine di fargli prendere coscienza del fatto che la dipendenza da gioco d’azzardo patologico è una malattia a tutti gli effetti. Dopodiché il compito dei medici, degli psicologi e degli educatori sarà quello di fare in modo che il paziente non cada di nuovo nella trappola del gioco fornendo, tra l’altro, degli stimoli finalizzati a fare in modo che chi soffre di ludopatia torni ad apprezzare, al posto del gioco d’azzardo, il piacere delle attività ricreative e delle abitudini salutari.
Per conoscere le strutture dove è possibile chiedere aiuto e sostegno nella cura della ludopatia uno dei siti Internet di riferimento è rappresentato da quello del Centro Studi del Gruppo Abele, un’Associazione che, nata a Torino nel 1965, è stata fondata da don Luigi Ciotti. Sul sito Internet ‘CentroStudi.Gruppoabele.org’, infatti, è presente il link per accedere alla rete dei Centri di supporto che è suddivisa regione per regione.

Gioco d’azzardo patologico: la terapia

Per la cura della ludopatia esistono delle terapie farmacologiche, ma in realtà queste sono inefficaci se non sono accompagnate da un adeguato percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale. L’obiettivo è infatti quello di andare a neutralizzare quel bisogno compulsivo di giocare, e per questo occorre seguire dei cicli di sedute di psicoterapia cognitivo-comportamentale affidandosi, se non alle ASL ed alle Associazioni di auto mutuo aiuto, ad uno specialista.

Dati del gioco d’azzardo patologico in Italia

Sebbene sia difficile un calcolo preciso, si stima che in Italia una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 3,8% della popolazione sia affetta da ludopatia, ovvero dalla malattia legata al gioco d’azzardo. Questo è quanto emerso, tra l’altro, da un seminario che, dal titolo “Ludopatie e Gap nell’era di Internet”, si è tenuto l’anno scorso presso l’Università La Sapienza di Roma. Questo significa che in Italia ci sono almeno 900 mila persone affette da ludopatia per quella che è una tendenza dilagante e che, quindi, è destinata a diventare sempre di più una vera e propria piaga sociale in assenza di interventi tali da permettere di arginare il fenomeno.

Ludopatia: cosa fa lo stato?

Da un lato lo Stato Italiano incassa dai giochi ogni anno svariati miliardi di euro, ma dall’altro restano esigue, se non nulle, le risorse stanziate per la cura della ludopatia.

Gioco legale

L’avvento dei giochi e delle scommesse online, inoltre, ha fatto aumentare in maniera esponenziale il fenomeno in quanto molti giocatori d’azzardo che poi sono affetti da ludopatia giocano proprio via web e quasi sempre di nascosto per non farsi vedere dai familiari. L’introduzione in Italia dei giochi e delle scommesse online legali, sotto il controllo dei Monopoli di Stato, non ha peraltro fermato via web il fenomeno del gioco illegale con la conseguenza che non mancano quei giocatori d’azzardo che, utilizzando piattaforme non certificate, oltre a rischiare di diventare ludopatici si appoggiano a società che offrono intrattenimento a distanza senza avere la necessaria autorizzazione.

Ludopatia: la patologia a più rapida crescita

Secondo il parere di molti esperti, tra i giovani e gli adulti la ludopatia risulta essere la patologia da dipendenza che, non solo in Italia, si presenta a più rapida crescita. Ad oggi in Italia, per quel che riguarda la prevenzione, la cura e la riabilitazione da ludopatia, la malattia risulta essere inserita nei “Lea”, ovverosia nei livelli essenziali di assistenza in accordo con un apposito Decreto-legge, quello del 13 settembre del 2012 che, con successive modificazioni, è stato poi convertito in data 8 novembre del 2012. Sebbene, quindi, il Sistema Sanitario Nazionale riconosca la ludopatia come una malattia, la cura dei pazienti non è semplice in quanto molti di questi o non credono di esserne affetti, oppure se lo ammettono in ogni caso si rifiutano di farsi curare.

Come sopra accennato è difficile stimare esattamente il numero di persone affette dalla ludopatia anche perché oramai il gioco d’azzardo preferito è quello online. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per esempio, la ludopatia colpisce il 3% della popolazione adulta, il che significa che nel nostro Paese non ci sarebbero circa 900 mila giocatori d’azzardo patologici, ma almeno 1,5 milioni a conferma di come la malattia da gioco sia oramai una piaga sociale.

Nel dettaglio, i costi sociali e sanitari a carico della collettività, che sono riconducibili al gioco d’azzardo patologico, sono stimati tra i 5,5 miliardi di euro ed i 6,6 miliardi di euro l’anno. È questa la stima emersa in particolare da “Mettiamoci in gioco”, una campagna promossa da ACLI, UISP, ARCI, Gruppo Abele, ADUSBEF, Federconsumatori, CGIL, CISL, Libera, ALEA, InterCear, AUSER, FITEL. Ed ancora CONAGGA, ANCI, Fondazione PIME, Avviso Pubblico, FICT, CNCA, ANTEAS e FeDerSerD.

Send this to a friend