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Matched Betting: come evitare di farsi bannare dai bookmakers

Valentino Rossi, Yamaha

Guadagnare online è il sogno di ogni utente di Internet, ma in particolare di tutti coloro che scommettono sugli eventi sportivi (e non solo). Proprio per questo motivo ogni tanto si sente parlare di una particolare tecnica con la quale è possibile ricavarsi una rendita più o meno cospicua, che magari non ci farà svoltare a livello finanziario, ma tale comunque da poter andare ad integrare in maniera interessante il proprio reddito. L’ultimo grido in tal senso è il Matched Betting. Andiamo dunque a vedere di cosa si tratta e a rispondere ad alcuni quesiti ad esso collegati.

Cos’è il Matched betting?

Per Matched Betting si intende quella tecnica di carattere matematico la quale permette di guadagnare facendo due puntate diametralmente opposte su uno stesso evento sportivo. A questo punto, chi legge si chiederà sicuramente: e dove sarebbe il guadagno?

Una domanda assolutamente logica, che presuppone una risposta ben precisa. Il guadagno deriva dal fatto che le due scommesse in questione vengono portate avanti utilizzando i bonus offerti dalle piattaforme per il betting online. Come è ormai noto, i bookmakers che si dividono la scena tricolore sono soliti disputarsi la clientela con una politica promozionale estremamente aggressiva. Lo strumento di questa policy sono appunto i bonus, che si dividono in due categorie:

  1. i bonus d’ingresso, ovvero quelli che vanno a salutare l’esordio di un nuovo scommettitore;
  2. i bonus ricorrenti, ovvero quelli che vengono periodicamente offerti ai clienti già iscritti al fine di fidelizzarli, ovvero impedire che decidano di andare a scommettere su un’altra piattaforma.

In entrambi i casi si tratta di offerte le quali prevedono una serie di paletti tali da renderli effettivamente poco o nulla fruttuosi per gli utenti interessati. Possono però diventarlo all’interno di uno schema di Matched Betting, a patto che le quote delle due puntate si equivalgano e dando vita ad un rapido calcolo dal quale risulti alla fine della giocata un guadagno indipendentemente dal risultato effettivo della gara scelta.

Il Matched Betting è legale?

Assolutamente sì, il Matched Betting è legale, nulla osta alla sua pratica da un punto di vista della normativa esistente nel nostro Paese. Del resto nessuno può vietare ad uno scommettitore di cercare di cautelarsi limitando al massimo le possibilità di perdita. Scommettere sui due possibili esiti di una gara sportiva può in effetti generare un piccolo guadagno o una piccola perdita, in quanto una soluzione attutisce parzialmente gli effetti generati dall’altra. La domanda che ci si dovrebbe porre è invece la seguente: il Matched betting è tollerato dai bookmakers online?

Attenzione: chi fa Matched betting può essere bannato dalla piattaforma

Se il Matched Betting è del tutto legale, va però sottolineato come non tutte le piattaforme tollerino questa pratica. Se si prova a fare una rapida ricognizione sui forum di discussione dedicati al tema, si può scoprire come molti giocatori affermino di farlo senza camuffarsi, senza mai avere avuto problemi di qualsiasi genere. Mentre altri affermano invece di essere stati bannati, ma solo da bookmakers di non grande rilievo. Come si spiega ciò?

Il fatto che le piattaforme di betting più grandi non intervengano per limitare il fenomeno è dovuto da un lato alla dimensione ancora non troppo evidente del fenomeno e dall’altro al fatto che esse non guadagnano dal risultato dell’evento sportivo, ma dalla puntata su uno di essi. In pratica su ogni puntata la piattaforma si riserva una commissione del 5% ed è proprio da lì che deriva il suo vero business.

Come si può evitare il ban da parte delle piattaforme?

Proprio dai forum in questione è comunque possibile reperire anche preziosi consigli tali da evitare il ban da parte dei bookmakers che non tollerano questa pratica.

Il primo di essi indica una tecnica che può allontanare i sospetti, inframmezzando ogni tanto alla puntata di Matched Betting una scommessa vera e propria, che potrebbe allontanare i sospetti nel caso di una indagine avviata dalla piattaforma utilizzata un particolare algoritmo all’uopo.

Altro consiglio che potrebbe evitare l’individuazione da parte dell’algoritmo e la successiva espulsione è poi quello di non utilizzare quote troppo basse, ad esempio quelle prossime all’1, ma di elevarle intorno all’1,50 e passa. Questo tipo di giocata, infatti, è considerata a priori fraudolenta e va di conseguenza evitata. Giocatore avvisato, mezzo salvato.

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