Matteo Arnaldi: “Sapevo di avere il livello per essere qui”. Dopo la semifinale al Roland Garros, testa a Wimbledon

Matteo Arnaldi, reduce dalla semifinale al Roland Garros, debutta come testa di serie a Wimbledon. Nuovo coach Fabio Colangelo, vittoria a Cagliari e recupero dopo un virus: ora l’obiettivo è la prima vittoria nel tabellone principale londinese.

Matteo Arnaldi

Matteo Arnaldi arriva a Wimbledon carico di fiducia dopo la semifinale al Roland Garros, da cui si è ritirato. Per la prima volta testa di serie sull’erba londinese, l’azzurro pone come obiettivo immediato una soglia finora incompiuta: vincere la prima partita nel tabellone principale a Wimbledon.

Il passaggio di squadra è una delle chiavi della sua nuova fase. Arnaldi ha confermato la separazione dallo storico allenatore Alessandro Petrone verso la fine del 2025 e ha spiegato di aver trovato in Fabio Colangelo le caratteristiche tecniche e umane di cui aveva bisogno, dopo un primo cambio che non aveva funzionato.

La fiducia non nasce solo dalle parole. A maggio Arnaldi ha sorpreso vincendo il Challenger 175 di Cagliari, un successo arrivato dopo soli tre giorni di allenamento e che ha confermato la sua crescita. «Ho sempre saputo di avere il livello per essere dove sono ora», ha detto, sottolineando una convinzione maturata sul campo.

L’esperienza recente a Parigi non è stata priva di difficoltà: Arnaldi ha attraversato un problema fisico legato a un virus a fine torneo, ma assicura di stare bene e di essersi preparato sull’erba per arrivare pronto a Wimbledon. Sul piano tecnico l’azzurro coglie le differenze tra le superfici: l’erba impone scambi più brevi e meno tempo per entrare in partita, una lettura che ha già inserito nel lavoro con il nuovo team.

Il nodo aperto è semplice e decisivo: trasformare la fiducia costruita a Parigi e il buon momento di Cagliari in una vittoria sul centrale londinese. Per Arnaldi quella di Wimbledon sarà una prova di adattamento e carattere, la prima da testa di serie e la prima occasione concreta per spezzare una statistica che lo vede ancora a secco nel main draw londinese.

Nei prossimi giorni l’esordio dirà quanto il cambio di marcia tattico e il lavoro sull’erba siano già maturi per reggere la pressione del torneo più classico del calendario.