Milan, aria di addio per Leao: rischio panchina e una clausola che ormai non spaventa più nessuno

Leao rischia la panchina contro l’Atalanta: contratto fino al 2028, clausola da 170 milioni ritenuta irrealistica e Milan pronto a valutare offerte sui 50-60 milioni.

Rafael Leao, attaccante Milan

Il rapporto tra Rafael Leao e il Milan sembra arrivato a quel punto in cui le strade, prima o poi, si separano. Lo scrive la Gazzetta dello Sport, e la prima conferma potrebbe arrivare già nella prossima giornata di campionato: contro l’Atalanta il portoghese rischia di partire dalla panchina, con Pulisic e Gimenez favoriti per comporre la coppia offensiva dal primo minuto.

Una notizia che, presa da sola, può sembrare la classica scelta tecnica di una terz’ultima giornata. In realtà fotografa qualcosa di più profondo: il club è stanco di aspettare quella piena maturazione che continua a non arrivare. L’allenatore, in pubblico, ha sempre difeso il giocatore. Ma dietro le quinte, racconta la Gazzetta, la convivenza tra il talento e le esigenze della squadra è diventata complicata.

Sette anni, tanti numeri e qualche rimpianto

Leao è arrivato a Milano nel 2019 per 50 milioni di euro. Da allora ha messo insieme 289 presenze, 80 gol e 65 assist in sette stagioni di Serie A. In bacheca ha portato uno Scudetto e una Supercoppa italiana, mica poco. Eppure quei numeri raccontano anche un’altra storia, quella di un giocatore con lampi da fuoriclasse e una discontinuità che, alla lunga, ha pesato sulle scelte dell’allenatore.

La clausola fantasma e il prezzo vero

Sul piano contrattuale la situazione è cristallina. Leao è legato al Milan fino a giugno 2028, percepisce 7 milioni netti a stagione e ha una clausola rescissoria da 170 milioni di euro. Cifra che però, ammettono gli stessi dirigenti rossoneri, è “irrealistica”. Tradotto: nessuno la pagherà mai, e quindi non rappresenta un vero ostacolo per chi volesse trattare.

Il prezzo reale, secondo le ricostruzioni, oggi si aggira sui 50-60 milioni di euro. Un valore che il Milan considererebbe congruo per chiudere il ciclo e fare cassa. Vale la pena ricordare che già nel 2023 il Chelsea aveva messo nero su bianco un’offerta da 100 milioni: un riferimento che dà l’idea di quanto il mercato, fino a poco tempo fa, fosse disposto a investire sul portoghese.

Il club non sta a guardare

C’è un dettaglio che cambia tutto. La società, sempre stando alla Gazzetta, non ha intenzione di restare seduta in attesa di proposte. Proverà ad incoraggiare offerte in vista della prossima sessione di mercato. È un atteggiamento attivo, non più solo difensivo.

Le ragioni, in fondo, tornano da entrambi i lati. Tecnicamente, il Milan cerca più affidabilità e coesione davanti. Economicamente, una cessione tra i 50 e i 60 milioni permetterebbe di incassare una bella somma, alleggerire il monte ingaggi e reinvestire in altri profili.

Cosa è certo e cosa no

Per onestà, conviene mettere i puntini sulle i. I fatti sono il rischio panchina contro l’Atalanta, il contratto fino al 2028 a 7 milioni netti, la clausola da 170 milioni e l’offerta del Chelsea da 100 milioni nel 2023. Tutto il resto, ovvero la valutazione attuale, la volontà del club di stimolare offerte e l’ipotesi vera e propria di separazione, va letto come scenario possibile, non come operazione già scritta.

Il finale di stagione, insomma, potrebbe diventare l’ultima vetrina di Leao in rossonero. O forse no. Ma se mai arriverà un’offerta seria, quella clausola da 170 milioni non sarà l’ostacolo che qualcuno immagina.