Il Milan dimostra ancora una volta solidità, carattere e continuità, espugnando il Sinigaglia con un 3-1 che pesa tantissimo nella corsa al vertice della Serie A. Nel recupero della 16ª giornata, la squadra di Massimiliano Allegri ribalta l’iniziale svantaggio, infligge al Como la prima sconfitta casalinga stagionale e resta in scia all’Inter capolista, ora distante tre punti.
L’avvio è tutto in salita per i rossoneri. Il Como di Fabregas parte forte, gioca con personalità e trova il vantaggio al 10’ con Kempf, bravo a sovrastare la difesa milanista sugli sviluppi di un’azione ben costruita. Nei minuti successivi i padroni di casa sfiorano più volte il raddoppio, ma a tenere in piedi il Milan ci pensa un Maignan straordinario: tre interventi decisivi nel primo tempo, a cui se ne aggiunge un altro in avvio di ripresa su Nico Paz, che cambiano di fatto l’inerzia della gara.
Nel recupero della prima frazione arriva l’episodio che svolta il match: Rabiot conquista un calcio di rigore e Nkunku è glaciale dal dischetto, firmando l’1-1 e il suo quarto gol in campionato. Da lì in poi il Milan cresce, prende campo e fiducia, mentre il Como inizia a pagare lo sforzo profuso.
Nella ripresa sale in cattedra Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, già tra i migliori nel primo tempo, completa la rimonta al 55’ con un inserimento perfetto e un sinistro preciso su assist di Leao. Il Como prova a reagire, ma il Milan controlla e colpisce ancora nel finale: all’87’ Rabiot firma la doppietta personale, chiudendo definitivamente i conti e mettendo il sigillo su una prestazione da leader.
Il successo porta i rossoneri a quota 43 punti, allungando sul Napoli e confermando un momento straordinario: 19° risultato utile consecutivo per la squadra di Allegri, che eguaglia la storica striscia dell’era Ancelotti. Per il Como resta qualche rimpianto, ma anche la consapevolezza di potersela giocare con tutti: il sesto posto a quota 34 punti è il frutto di un progetto ambizioso e di un calcio propositivo.
A Como vince il Milan più maturo: soffre, resiste e poi colpisce. Segnali forti nella corsa scudetto, con Rabiot simbolo di una squadra che non smette di crederci.
