Il Milan è pronto ad aprire un nuovo capitolo della propria storia. Dopo una prima fase di profonda rivoluzione societaria, culminata con gli addii di Massimiliano Allegri, Igli Tare, Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, il club rossonero si prepara ora alla ricostruzione tecnica. Al centro del progetto c’è Zlatan Ibrahimovic, sempre più uomo forte dell’area sportiva scelto da Gerry Cardinale per guidare il nuovo corso.
La priorità assoluta riguarda naturalmente la panchina e il nome in cima alla lista porta ad Andoni Iraola. Il tecnico spagnolo, reduce da un eccellente ciclo al Bournemouth, è diventato il candidato numero uno per raccogliere l’eredità di Allegri. Nelle prossime ore è previsto un incontro a Londra tra Ibrahimovic, Iraola e lo stesso Cardinale, appuntamento che potrebbe risultare decisivo per definire l’accordo.
Il Milan sarebbe pronto a mettere sul tavolo un contratto importante fino al 2029, probabilmente strutturato su due anni più opzione, con un ingaggio da circa 4 milioni di euro a stagione. Una proposta economicamente sostenibile per il club e molto superiore rispetto allo stipendio percepito dal tecnico in Premier League, dove guadagnava circa 1,8 milioni netti.
Iraola arriva da tre stagioni molto positive al Bournemouth, culminate con uno storico sesto posto e la qualificazione in Europa League. Un percorso che ha attirato l’attenzione di diversi club europei, tra cui Crystal Palace, Newcastle e Bayer Leverkusen. Nonostante la forte concorrenza, Ibrahimovic sembra deciso ad accelerare per chiudere rapidamente l’operazione.
Il profilo dell’allenatore basco piace soprattutto per la sua idea di calcio aggressiva, moderna e intensa, caratteristiche che il Milan vuole ritrovare dopo una stagione complicata e piena di delusioni. Iraola, da giocatore simbolo dell’Athletic Bilbao, ha costruito la propria reputazione da allenatore grazie a un calcio verticale, pressing alto e valorizzazione dei giovani talenti, aspetti perfettamente in linea con la filosofia che il club rossonero vorrebbe sviluppare nei prossimi anni.
Nonostante il vantaggio dello spagnolo, il casting per la panchina resta comunque aperto. Tra le alternative continua a esserci Xavi Hernandez, fermo dopo l’esperienza al Barcellona. Il suo nome intriga per carisma internazionale e cultura calcistica, ma restano dubbi legati ai costi complessivi dell’operazione e alla compatibilità con il nuovo progetto economico rossonero.
Attenzione anche alla candidatura di Thiago Motta, ancora sotto contratto con la Juventus dopo l’esonero della scorsa stagione. Il suo profilo continua a piacere molto per idee tattiche e capacità di costruzione del gioco, mentre Mark Van Bommel rappresenta una soluzione gradita soprattutto a Ibrahimovic, che lo conosce bene dai tempi condivisi in rossonero.
Nelle ultime ore, inoltre, è tornato clamorosamente d’attualità il nome di Ralf Rangnick. Il tecnico tedesco, oggi commissario tecnico dell’Austria, era già stato vicino al Milan nel 2020 prima del veto posto da Maldini e Boban. Stavolta il suo eventuale arrivo potrebbe prevedere un ruolo più ampio da allenatore-manager, con poteri anche sul mercato e sulla costruzione dell’area tecnica.
La sensazione è che il Milan voglia chiudere rapidamente il discorso allenatore per poi concentrarsi sul resto della rivoluzione societaria e tecnica. Ibrahimovic ha iniziato a lasciare il segno e la scelta della nuova guida tecnica rappresenterà il primo vero banco di prova della sua nuova avventura dirigenziale.
