Milan, il caso Nkunku divide la dirigenza: Allegri e Tare avevano visto giusto

Nkunku decisivo nel Milan rilancia un retroscena di mercato: a gennaio Furlani e Ibrahimovic volevano cederlo, Allegri e Tare lo hanno difeso.

Christopher Nkunku, Milan

Christopher Nkunku è diventato uno dei volti simbolo del Milan nelle ultime settimane e, con le sue prestazioni, ha acceso nuovamente il dibattito interno alla dirigenza rossonera. Il francese, arrivato in estate per circa 45 milioni di euro, sta dimostrando proprio ora il suo valore, ribaltando giudizi e alimentando polemiche su quanto accaduto durante il mercato di gennaio.

Nel momento più delicato della stagione, segnato dai continui problemi fisici di Pulisic e Leao, il Milan ha trovato in Nkunku una risorsa preziosa. Nelle ultime cinque giornate di campionato l’attaccante ha messo a segno tre gol pesanti, contribuendo in modo diretto alla corsa Champions e permettendo ai rossoneri di restare agganciati all’Inter. Un rendimento che oggi appare decisivo, ma che solo poche settimane fa sembrava tutt’altro che scontato.

Secondo il retroscena rivelato dal giornalista Sandro Sabatini, a gennaio il club si era profondamente diviso sul futuro del giocatore. Da una parte l’amministratore delegato Giorgio Furlani e Zlatan Ibrahimovic, favorevoli a una cessione anticipata dopo una prima parte di stagione al di sotto delle aspettative. Dall’altra il direttore sportivo Igli Tare e Massimiliano Allegri, convinti che Nkunku avesse bisogno di tempo per ambientarsi e ritrovare continuità dopo un periodo complicato.

Alla fine ha prevalso la linea della continuità: Nkunku è rimasto a Milano e oggi i numeri stanno dando ragione a Tare e Allegri. Una scelta che, col senno di poi, appare determinante per l’equilibrio della squadra e che ha riacceso le critiche dei tifosi nei confronti della dirigenza. In particolare Furlani è tornato nel mirino del popolo rossonero, accusato di scarsa visione tecnica, mentre anche Ibrahimovic è finito sotto osservazione per aver appoggiato l’idea di una cessione prematura.

Il caso Nkunku, però, va oltre il singolo giocatore: racconta di un Milan ancora alla ricerca di una linea condivisa tra area sportiva e management. E mentre il campo sta premiando la pazienza, il messaggio che arriva forte e chiaro è uno solo: nel calcio, spesso, il tempo è il miglior alleato.