Il Milan guarda al futuro e lo fa con più domande che certezze. Il confronto tra Massimiliano Allegri, Igli Tare e Giorgio Furlani ha aperto scenari importanti in vista della prossima stagione, delineando un possibile cambiamento profondo nella struttura della squadra. I punti fermi, al momento, sono pochi: Maignan tra i pali, Gabbia e Pavlovic in difesa, mentre a centrocampo restano in bilico le scelte legate a Modric e Rabiot.
Per il resto, tutto è in discussione. Anche i nomi più pesanti, quelli che fino a poco tempo fa rappresentavano il cuore del progetto rossonero, non sono più sicuri della permanenza. Rafa Leao è uno dei principali indiziati a partire: il Milan è disposto ad ascoltare offerte, segnale evidente di un cambio di strategia. Situazione simile, anche se più sfumata, per Christian Pulisic. Il rinnovo dell’americano, inizialmente avviato, è finito in stand-by. Le 17 partite consecutive senza gol hanno raffreddato gli entusiasmi e oggi non c’è più fretta di chiudere un accordo, né da una parte né dall’altra.
Alla base di queste riflessioni c’è anche un discorso tattico. Allegri vuole cambiare volto al Milan, chiedendo almeno tre innesti di alto livello. L’idea è quella di inserire un centravanti e una seconda punta più funzionali al sistema di gioco, rendendo meno centrali profili come Leao e Pulisic, spesso adattati e non perfettamente integrati nel modulo attuale.
Tra i sogni del tecnico c’è un attaccante di caratura internazionale come Lewandowski, mentre resta viva anche l’opzione Vlahovic (che potrebbe giocare da avversario domani per l’ultima .nella sfida di campionato contro la Juventus). A centrocampo, il nome caldo è quello di Goretzka, mentre in difesa si cerca un centrale affidabile da affiancare ai titolari. Interventi mirati che potrebbero cambiare gli equilibri della squadra.
Molto dipenderà anche dalle uscite. Il Milan può contare su un buon tesoretto derivante dai riscatti dei prestiti, ma eventuali cessioni eccellenti potrebbero aumentare ulteriormente il budget. Profili come Nkunku, Estupinan o Jashari potrebbero essere sacrificati per finanziare il mercato in entrata.
Non sarà una rivoluzione totale, ma i segnali sono chiari: il Milan del futuro potrebbe avere un volto diverso, con nuove gerarchie e nuovi protagonisti. E questa volta, nessuno può sentirsi davvero al sicuro.
