Il Milan chiude il 2025 nel modo migliore possibile, ritrovando vittoria e convinzione a San Siro. Nella 17ª giornata di Serie A i rossoneri superano 3-0 l’Hellas Verona al termine di una gara divisa nettamente in due: equilibrio e pazienza nel primo tempo, dominio totale a cavallo dell’intervallo con tre gol in appena dieci minuti.
La squadra di Massimiliano Allegri parte con un atteggiamento prudente, lasciando il pallino del gioco a un Verona coraggioso e ben organizzato, ma senza mai concedere vere occasioni. I gialloblù provano a comandare il palleggio, mentre il Milan controlla, aspetta e colpisce al momento giusto. Le occasioni scarseggiano, ma la solidità difensiva rossonera fa la differenza.
La svolta arriva nel recupero del primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la spizzata di Rabiot trova Christian Pulisic pronto in area: deviazione vincente e 1-0 che cambia l’inerzia del match. Ancora una volta l’americano si conferma uomo chiave, capace di incidere anche nelle serate più complicate.
Nella ripresa entra in scena il grande protagonista inatteso: Christopher Nkunku. Al 48’ il francese si procura un calcio di rigore sfruttando un’ingenuità difensiva del Verona e lo trasforma con freddezza, trovando il primo gol in campionato. Passano appena cinque minuti e arriva anche la doppietta: conclusione di Modric respinta dal palo, Nkunku è il più rapido ad avventarsi sul pallone e a firmare il 3-0 che chiude definitivamente i conti.
Per l’attaccante ex Chelsea è una serata simbolica, forse un punto di svolta dopo mesi difficili e voci di mercato insistenti. Due gol che pesano non solo sul risultato, ma anche sul morale e sulle gerarchie offensive del Milan.
Nel finale Allegri può permettersi di gestire energie e uomini in vista dei prossimi impegni, mentre il Verona esce dal campo con il rammarico di un buon primo tempo vanificato da un blackout a inizio ripresa.
Il Milan torna così al successo a San Siro, si lascia alle spalle le recenti delusioni e manda un segnale chiaro: la squadra c’è, ha ritrovato cinismo e, forse, anche un Nkunku finalmente decisivo.
