MotoGP Ungheria, Marquez imprendibile: decima vittoria stagionale. Podio per Acosta e Bezzecchi, Bagnaia solo nono

A Balaton Park trionfo di Marc Marquez, al settimo successo consecutivo. Sul podio Acosta e Bezzecchi, Bagnaia penalizzato chiude 9°.

cordolo circuito, MotoGP-Formula 1

Il dominio di Marc Marquez non conosce soste. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha conquistato la vittoria anche nel Gran Premio d’Ungheria, disputato sul nuovo tracciato del Balaton Park, firmando così la sua decima affermazione stagionale (la settima consecutiva). Un successo netto, frutto di una gara condotta con autorità dopo un avvio non semplice, che consolida ulteriormente il suo primato iridato.

Al via, infatti, Marquez ha perso terreno, sopravanzato da Marco Bezzecchi con l’Aprilia e da Franco Morbidelli con la Ducati VR46. Dopo un contatto nei primi metri con il pilota riminese, lo spagnolo ha dovuto rimontare, passando prima Morbidelli al sesto giro e poi, a sedici tornate dalla fine, ingaggiando un duello spettacolare con Bezzecchi, risolto con il sorpasso che gli ha spalancato la strada verso la fuga. Da lì in poi, la corsa è stata un assolo: ritmo insostenibile per gli avversari, gestione perfetta delle gomme e margine di oltre quattro secondi al traguardo.

Alle sue spalle grande prova di Pedro Acosta, capace di rimontare con la KTM fino al secondo posto, precedendo proprio Bezzecchi, che comunque regala un podio prezioso all’Aprilia. Quarta piazza per Jorge Martin, davanti a Luca Marini, con Morbidelli sesto dopo un calo nel finale. A completare la top ten Binder, Pol Espargaro, Bagnaia e Quartararo.

Gara complicata per Pecco Bagnaia, condizionata da un long lap penalty e da un errore che lo ha costretto a una rimonta limitata fino al nono posto. Con questo successo, Marquez vola a quota 455 punti in classifica, con un vantaggio mostruoso: +175 sul fratello Alex (14° oggi) e +227 sul campione del mondo in carica Bagnaia. Numeri che raccontano un dominio assoluto: 13 vittorie su 14 Sprint e 10 successi nei GP. Il Mondiale potrebbe chiudersi già a Misano, teatro di quella che rischia di diventare la consacrazione definitiva di una stagione semplicemente perfetta per l’otto volte campione del mondo.