Mouratoglou: ‘Il problema di Alcaraz è mentale, non fisico’

Patrick Mouratoglou difende le scelte di Carlos Alcaraz: secondo il coach la flessione è dovuta a noia e stanchezza mentale, non a problemi fisici, e le esibizioni servono a ritrovare il piacere di giocare.

Carlos Alcaraz

Patrick Mouratoglou rompe il silenzio tecnico attorno a Carlos Alcaraz e sposta il punto di osservazione dal corpo alla testa: “Il problema è mentale, non fisico”, ha sostenuto il suo allenatore, indicando nella noia e nella stanchezza mentale fattori che penalizzano il rendimento e che, in alcuni casi, possono anche favorire gli infortuni.

Per chi segue la vicenda, le scelte di calendario del campione e la sua presenza alle esibizioni erano già motivo di confronto. Mouratoglou ha però ribadito che la priorità oggi è lavorare sull’aspetto psicologico: la ripetitività del circuito, ha spiegato, rischia di spegnere la motivazione e di tradursi in prestazioni meno efficaci.

Nel giustificare la partecipazione di Alcaraz alle partite di esibizione, il coach ha messo in luce un obiettivo semplice ma decisivo: ritrovare la gioia di giocare. Secondo Mouratoglou, le esibizioni possono essere strumenti utili per recuperare entusiasmo senza la pressione del risultato, un elemento che può rivelarsi determinante per il prosieguo della stagione.

Resta ora aperto il nodo dell’approccio pratico: come verrà calibrata la programmazione tra gare ufficiali e momenti di alleggerimento mentale, e in che tempi si vedranno segnali concreti di miglioramento. Quel che è certo è che, almeno per il suo coach, la chiave per riportare Alcaraz ai livelli attesi passa soprattutto dalla testa.