Il cammino di Lorenzo Musetti al Masters 1000 di Toronto si è interrotto troppo presto e con conseguenze pesanti. L’eliminazione al terzo turno per mano dell’americano Michelsen non solo rallenta la corsa alle Nitto ATP Finals di Torino, ma mette a repentaglio anche la sua presenza nella top 10 del ranking mondiale, conquistata con fatica dopo uno straordinario avvio di stagione.
Il tennista di Carrara, che aveva fissato come obiettivo principale la qualificazione all’evento di fine anno insieme a Jannik Sinner, resta momentaneamente sesto nella Race con 2660 punti, ma il suo margine sugli inseguitori è ormai ridotto al minimo. Alex De Minaur è settimo con 2635 punti, Taylor Fritz ottavo a 2615: entrambi potrebbero scavalcarlo già con una vittoria nei prossimi match. E più indietro incalza anche Ben Shelton (2460 punti), che con un piazzamento nei quarti di finale potrebbe virtualmente entrare tra gli otto qualificati.
L’occasione di Toronto – orfana di alcuni top player – sembrava ideale per fare bottino pieno, ma la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite ha mostrato un Musetti ancora lontano dalla forma migliore. Il peso dell’infortunio che lo ha frenato in semifinale al Roland Garros si fa sentire, soprattutto considerando la preparazione compromessa in vista della stagione su erba, culminata con l’uscita al primo turno a Wimbledon e risultati deludenti a Washington.
La superficie, inoltre, non lo aiuta: il cemento non esalta le sue qualità tecniche e il confronto con avversari come De Minaur, Fritz e Shelton – tutti specialisti del veloce – rischia di penalizzarlo ulteriormente in vista di Cincinnati e US Open, prossime tappe cruciali per rientrare nella corsa alle Finals.
Non va meglio sul fronte della classifica ATP generale, dove Musetti è attualmente decimo con 3235 punti. Le minacce più concrete arrivano da Rublev (circa 160 punti di distanza), ma soprattutto da Ruud (2995) e Tiafoe (2850), entrambi ancora in corsa a Toronto. Se uno dei due centrasse un buon risultato, il carrarino potrebbe uscire dalla top 10 già al termine del torneo.
Il calendario, tuttavia, offre ancora margine. A Cincinnati e agli US Open, Musetti ha relativamente poco da difendere (rispettivamente 50 e 100 punti), a differenza dei diretti rivali: Tiafoe ad esempio nel 2024 aveva raccolto ben 1400 punti tra Ohio e New York, mentre Rublev ne aveva totalizzati 400 e Ruud 250.
In altre parole, c’è spazio per recuperare, ma servono prestazioni convincenti e, soprattutto, risultati immediati. Senza un netto cambio di passo sul cemento, Musetti rischia di veder sfumare entrambi gli obiettivi più ambiziosi della sua stagione: Finals e top 10. Un vero peccato, in un anno che sembrava promettere molto di più.
