Napoli, Conte alza la voce ma non cambia rotta: confronto duro con la squadra, confermato il 4-1-4-1 contro l’Inter

Dopo il ko col PSV, Conte richiama i giocatori e chiede compattezza: il tecnico resta fedele al 4-1-4-1 con De Bruyne e McTominay titolari.

Antonio Conte, allenatore Napoli

Antonio Conte non fa sconti a nessuno. All’indomani della sconfitta con il PSV Eindhoven, il tecnico del Napoli ha voluto un confronto diretto e acceso con la squadra a Castel Volturno, chiedendo maggiore concentrazione, spirito di gruppo e rispetto per la maglia. “Nessuno prenda in giro Napoli e i napoletani”, ha tuonato l’allenatore salentino, ribadendo il messaggio già lanciato pubblicamente al termine della gara in Olanda.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, Conte avrebbe strigliato in particolare alcuni dei nuovi arrivati, accusati di scarso impegno e di atteggiamenti poco consoni durante la partita, tra musi lunghi e proteste per passaggi sbagliati. Un richiamo severo ma costruttivo, con l’obiettivo di ricompattare un gruppo che resta comunque unito e determinato a riscattarsi subito, a partire dalla sfida scudetto contro l’Inter al “Diego Armando Maradona”.

Nonostante il clima teso e qualche tensione nello spogliatoio, Conte non ha alcuna intenzione di stravolgere la squadra. in vista della sfida delicata contro l’Inter. Confermato il 4-1-4-1, modulo che permette di valorizzare al meglio la qualità di Kevin De Bruyne e l’equilibrio di Scott McTominay in mediana. Possibile il ritorno dal primo minuto di Rasmus Højlund, mentre per il resto non sono previsti cambi radicali: l’identità tattica resta quella tracciata dal tecnico, basata su intensità, disciplina e lavoro di squadra.

Conte chiede una risposta forte, dentro e fuori dal campo. Il messaggio è chiaro: il Napoli deve tornare a essere compatto, determinato e fedele ai principi che hanno sempre contraddistinto le squadre del tecnico pugliese. Contro l’Inter servirà una prova di orgoglio, perché per Conte — come ha ribadito davanti ai suoi uomini — “nel mio calcio non c’è spazio per chi si arrende”.