Si chiude amaramente il cammino europeo del Napoli, che saluta la Champions League già al termine della fase a gironi. Nell’ultima e decisiva sfida allo stadio Maradona, gli azzurri vengono battuti 3-2 dal Chelsea al termine di una gara ricca di colpi di scena, rimonte e ribaltamenti continui. Un risultato che premia i londinesi, qualificati agli ottavi di finale, e lascia al Napoli più di un rimpianto per quanto mostrato nel corso dell’intero percorso europeo.
L’approccio migliore è del Chelsea, più lucido e aggressivo nelle prime fasi. Dopo un avvio equilibrato, l’episodio che sblocca il match arriva al 19’: su punizione di Reece James, Juan Jesus interviene con il braccio in area e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Enzo Fernandez è glaciale e firma lo 0-1, mettendo pressione ai partenopei.
La reazione del Napoli, però, è immediata e veemente. La squadra di Antonio Conte alza il baricentro e trova il pareggio al 33’ grazie a un’autentica perla di Vergara: il classe 2003 si infila in area con uno slalom stretto e lascia partire un sinistro imprendibile che fa esplodere il Maradona. L’inerzia passa dalla parte degli azzurri, che completano la rimonta poco prima dell’intervallo. Al 43’ è Hojlund a trovare il guizzo vincente, sfruttando un cross teso di Olivera e firmando il 2-1 che manda il Napoli avanti negli spogliatoi.
Nella ripresa il Chelsea cambia volto: Rosenior inserisce Palmer per aumentare qualità e imprevedibilità, ma l’uomo decisivo è Joao Pedro. Il brasiliano sale in cattedra al 61’, quando con una violenta conclusione di sinistro sotto l’incrocio ristabilisce la parità. Il Napoli accusa il colpo e fatica a ritrovare compattezza, mentre i Blues crescono con il passare dei minuti. All’82’ arriva il colpo del definitivo ko: ripartenza fulminea del Chelsea e diagonale destro chirurgico di Joao Pedro, che firma la doppietta personale e il 3-2 finale.
Il Chelsea conquista così una vittoria pesantissima che vale la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Per il Napoli resta l’amarezza di una serata combattuta fino all’ultimo e, soprattutto, di un’eliminazione maturata più nel corso del girone che nei 90 minuti del Maradona. Una Champions League che si chiude tra applausi e delusione, con la consapevolezza di aver lottato, ma senza riuscire a fare l’ultimo passo decisivo.
