Napoli-Fiorentina non è una partita come le altre. Al Maradona, nel match delle 18, gli azzurri si giocano molto più di tre punti: in palio c’è la tenuta mentale della squadra e la possibilità di blindare il quarto posto, obiettivo minimo ma imprescindibile dopo una stagione diventata improvvisamente in salita. Antonio Conte lo sa bene e, nelle ultime ore a Castel Volturno, ha lavorato soprattutto sulla testa del gruppo per smaltire la pesante delusione europea.
L’eliminazione dalla Champions League, maturata dopo la sconfitta interna per 3-2 contro il Chelsea e i punti persi a Copenhagen, ha lasciato il segno, aggravata dal poco onorevole 30° posto nella graduatoria continentale. A tutto questo si è sommata la recente disfatta in campionato contro la Juventus, un colpo che ha minato certezze e umore. Lo scudetto, con l’Inter a +9, appare ormai un miraggio, ma mollare adesso sarebbe imperdonabile.
Conte ha rimodulato gli obiettivi: niente voli pindarici, ma massima concentrazione sulla zona Champions. Battere la Fiorentina diventa fondamentale anche per tenere a distanza dirette concorrenti come Roma, Juventus e Como, racchiuse in pochi punti. Il problema, però, resta l’emergenza continua. L’infermeria è affollata: Anguissa, Neres, Rrahmani, De Bruyne, Politano, Gilmour, Mazzocchi e Milinkovic-Savic sono tutti indisponibili. I numeri parlano chiaro: 23 giocatori fermi almeno una giornata, l’85% della rosa, un record negativo in Serie A.
Con Lukaku ancora lontano dalla migliore condizione, il tecnico salentino si affida di nuovo alla coppia Hojlund-McTominay, chiamata a trascinare la squadra, e alla freschezza di Vergara. Servono intensità, concretezza e soprattutto una vittoria per scacciare la crisi. Solo così il Napoli potrà ritrovare fiducia e dare un senso forte al finale di stagione.
