Olimpia Milano-Dubai 78-96: crollo al Lido, play-in di Eurolega sempre più lontani per l’EA7

L’Olimpia Milano perde 78-96 contro Dubai all’Allianz Cloud: decisivo il parziale di 2-16 nel terzo quarto. Classifica 14-14, play-in di Eurolega ormai appesi a un filo.

Marko Guduric, Olimpia Milano

Notte fonda per l’Olimpia Milano, che cade 78-96 contro Dubai Basketball all’Allianz Cloud e vede complicarsi in modo serio la corsa ai play-in di EuroLeague. La squadra di Peppe Poeta interrompe la mini-striscia positiva di tre vittorie e scivola a 14-14 in classifica, agganciata e superata proprio dal club emiratino.

Ancora una volta, come già accaduto contro Stella Rossa e Zalgiris, Milano fallisce lo scontro diretto casalingo che poteva riaprire prospettive concrete. Il copione si ripete: primo tempo equilibrato, difesa non impeccabile ma attacco capace di produrre punti con buona fluidità nonostante le assenze di Josh Nebo e Leandro Bolmaro e la mancanza di un vero playmaker titolare. I 51 punti concessi nei primi 20 minuti sono un campanello d’allarme che però non scuote l’Olimpia.

Il break che decide la gara arriva nei primi cinque minuti del terzo quarto: un devastante 2-16 di parziale che spacca la partita. Dubai attacca con fiducia, trova soluzioni sia sul perimetro sia vicino al ferro, mentre Milano si blocca offensivamente tra forzature e possessi statici. Il massimo svantaggio tocca il -19 a metà terzo periodo, una voragine che rende vana la timida reazione del quarto periodo, quando i biancorossi tornano fino al -10 al 33’.

Tra i pochi segnali positivi, gli 11 punti di Pippo Ricci con 4/4 al tiro e l’orgoglio di Bryant Dunston in avvio di ultimo quarto. Troppo poco, però, per compensare le difficoltà della coppia LeDay-Booker e una serata storta di Armoni Brooks (2/13 dal campo). Shavon Shields non riesce a caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti chiave.

A dieci giornate dal termine della regular season, Milano è dodicesima e a due vittorie dal decimo posto. Per rientrare nella zona play-in servirà un finale di stagione quasi perfetto, con almeno tre successi in più rispetto a 2-3 dirette concorrenti e un calendario in salita. Oggi, più che un obiettivo, il play-in sembra una speranza sottile.