Olimpiadi Milano-Cortina 2026, cerimonia di chiusura all’Arena di Verona: spenti i bracieri, passaggio di consegne alle Alpi Francesi 2030

All’Arena di Verona cala il sipario su Milano-Cortina 2026: spegnimento dei bracieri, omaggio all’Italia e passaggio della bandiera olimpica alla Francia per le Alpi Francesi 2030.

Pista Sci

Si chiudono ufficialmente le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 con una cerimonia intensa e spettacolare andata in scena all’Arena di Verona. Una serata che ha unito sport, arte e identità nazionale, culminata con lo spegnimento dei due bracieri olimpici – a Milano e Cortina – e con il simbolico passaggio di consegne alla Francia, prossima padrona di casa dell’edizione 2030.

L’ingresso delle delegazioni dei 92 Paesi partecipanti ha aperto l’ultimo atto dei Giochi. A chiudere la sfilata è stata l’Italia, trascinata dall’entusiasmo del pubblico e rappresentata dai portabandiera Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, entrambi medaglie d’oro nelle rispettive discipline. Emozione palpabile nelle loro parole, segno di un’esperienza destinata a restare nella storia dello sport azzurro.

Spazio poi ai momenti istituzionali. La presidente del CIO Kirsty Coventry ha dichiarato chiusa l’edizione italiana, rendendo omaggio al Paese organizzatore: tribune gremite, tifo travolgente e un livello organizzativo che – ha sottolineato – “ha definito un nuovo standard per le future edizioni”. Un riconoscimento pesante, che certifica il successo di Milano-Cortina 2026 sotto il profilo sportivo e gestionale.

Il momento più simbolico è arrivato con il passaggio della bandiera olimpica alla Francia, che ospiterà i Giochi “Alpi Francesi 2030”. Dopo l’inno greco e quello olimpico, le autorità italiane e francesi hanno sancito il cambio di testimone sulle note della Marsigliese, mentre i medagliati transalpini si prendevano la scena al centro dell’Arena.

La serata ha celebrato anche l’eccellenza culturale italiana. Dalla lirica con un omaggio a Giuseppe Verdi fino alle esibizioni di artisti contemporanei come Achille Lauro e Gabry Ponte, senza dimenticare la danza con Roberto Bolle. Un viaggio tra musica, cinema e tradizione che ha raccontato al mondo l’anima del Paese ospitante.

Sul piano sportivo, Milano-Cortina 2026 si chiude con imprese destinate a restare negli annali. Su tutte quella di Johannes Høsflot Klæbo, capace di conquistare sei ori su sei gare disputate nello sci di fondo, dominando anche la 50 km maschile davanti ai connazionali Nyenget e Iversen.

Con lo spegnimento delle fiamme olimpiche si chiude un capitolo che ha saputo coniugare organizzazione, spettacolo e risultati sportivi. L’Italia saluta i Giochi Invernali con la consapevolezza di aver lasciato un segno profondo nella storia olimpica. Ora lo sguardo è già rivolto al 2030, ma l’eredità di Milano-Cortina resta accesa, ben oltre la fiamma che si è spenta all’Arena di Verona.