Wout van Aert conquista la Parigi-Roubaix 2026 e firma una delle vittorie più prestigiose della sua carriera, battendo in volata Tadej Pogacar al termine di una corsa durissima e spettacolare. Per il belga è la consacrazione definitiva nelle classiche del Nord, mentre per lo sloveno continua la maledizione nella “Regina delle Classiche”, con un altro secondo posto dopo quello del 2025.
La corsa si sviluppa su ritmi altissimi fin dai primi chilometri, con la UAE Team Emirates che controlla il gruppo impedendo la formazione di fughe significative. Come spesso accade, è il settore della Foresta di Arenberg a fare la selezione decisiva. Qui iniziano i problemi per Mathieu van der Poel, protagonista di giornata in negativo: due forature e un problema nel cambio bici lo tagliano fuori dalla lotta per la vittoria.
Davanti si forma un gruppetto di sei corridori di altissimo livello: van Aert, Laporte, Pogacar, Pedersen, Bissegger e Stuyven. Tra loro manca Filippo Ganna, che perde contatto troppo presto e non riesce a rientrare. La svolta arriva a circa 50 chilometri dall’arrivo, quando Pogacar e van Aert decidono di attaccare insieme, lasciando sul posto tutti gli altri.
L’azione a due è intensa e senza tregua: lo sloveno prova più volte a staccare il belga, ma van Aert resiste con grande solidità, dimostrando tutta la sua esperienza sul pavé. I due arrivano così al mitico velodromo di Roubaix, dove si decide tutto allo sprint.
Qui emerge la freddezza del corridore della Visma-Lease a Bike, che gioca d’astuzia e beffa Pogacar negli ultimi metri, conquistando la sua prima Parigi-Roubaix e la seconda Classica Monumento dopo la Milano-Sanremo 2020. Alle loro spalle, Stuyven chiude terzo, mentre van der Poel, nonostante i problemi, riesce comunque a risalire fino al quarto posto.
Per van Aert è il giorno della rivincita, dopo anni di piazzamenti e occasioni sfumate. Per Pogacar, invece, resta il rimpianto: sfuma ancora il sogno di vincere tutte le grandi classiche, in una stagione che lo vede comunque protagonista assoluto ma ancora incompleto. La Roubaix, ancora una volta, non perdona.
