Playoff Mondiali, caos tra Galles e Bosnia: accuse di boicottaggio per Tahirovic, poi arrivano le scuse

Vigilia rovente tra Galles e Bosnia: accuse di sabotaggio sul caso Tahirovic, smentite del club e dietrofront del giocatore prima della semifinale playoff.

Ethan Ampadu, Galles

Clima incandescente alla vigilia della semifinale playoff per i Mondiali, con Galles e Bosnia protagoniste di uno scontro che va ben oltre il campo. In palio non c’è solo l’accesso alla finale, ma anche la possibilità di affrontare l’Italia di Gattuso, rendendo la tensione ancora più alta.

Al centro della bufera c’è Benjamin Tahirovic, centrocampista ex Roma e punto di riferimento della nazionale bosniaca, finito al centro di un vero e proprio caso diplomatico-sportivo. Nelle ultime quattro partite con il Brondby, il giocatore ha trovato spazio per appena 13 minuti, una gestione che ha fatto esplodere la rabbia del commissario tecnico Sergej Barbarez.

Il ct bosniaco non ha usato mezzi termini, accusando apertamente l’allenatore del club danese, Steve Cooper, di aver penalizzato deliberatamente Tahirovic. Secondo Barbarez, dietro lo scarso utilizzo del centrocampista ci sarebbe un intento preciso: condizionare la sua condizione fisica in vista della sfida playoff, favorendo così il Galles, nazionale dello stesso Cooper.

Parole pesanti, che hanno subito acceso il dibattito e generato un caso internazionale. La risposta del Brondby non si è fatta attendere: il responsabile della comunicazione Soren Hanghoj ha respinto ogni accusa, parlando di “pura speculazione” e chiarendo che l’esclusione del giocatore è legata esclusivamente a motivi disciplinari, già resi noti dal club.

Nel giro di poche ore, però, la situazione ha preso una piega inattesa. Lo stesso Tahirovic, dal ritiro della Bosnia, ha contattato telefonicamente Cooper per fare chiarezza e scusarsi, definendo le accuse “false” e spiegando di essere stato frainteso nelle dichiarazioni riportate dal suo ct.

Un dietrofront che contribuisce a smorzare, almeno in parte, la tensione, ma che non cancella completamente le polemiche alla vigilia di una gara già carica di significati. Ora la parola passa al campo, dove Galles e Bosnia si giocheranno tutto in 90 minuti che promettono scintille, dentro e fuori dal terreno di gioco.