Polymarket ha avviato una campagna di lobbying presso l’ESMA, la Commissione europea e la Financial Conduct Authority per ottenere una licenza basata sulla direttiva MiFID, sostenendo di essere una piattaforma di servizi finanziari e non una piattaforma di gioco.
Come riportano Agipronews e Jamma, la mossa si colloca in un quadro regolatorio già teso: l’ESMA ha avvertito che i prediction market sono «pieni di insider trading», mentre la FCA ha paragonato la loro natura a quella delle opzioni binarie, strumenti in passato vietati per i clienti retail.
La questione assume particolare rilievo per l’Italia: il Tar Lazio ha fissato l’udienza di merito per il 16 dicembre 2026 sul ricorso di Polymarket contro il blocco del dominio disposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel procedimento si sono costituite ad adiuvandum le principali concessionarie italiane: Lottomatica, Sisal, Snai ed Eurobet, a sostegno dell’azione dell’ADM.
A impreziosire il quadro c’è il profilo finanziario della piattaforma, valutata oltre 20 miliardi di dollari, che spiega l’intensità dell’azione legale e di lobbying sul fronte europeo.
Se Polymarket ottenesse un riconoscimento come servizio finanziario sotto MiFID, il verdetto potrebbe ridefinire i confini tra gioco e prodotti finanziari in Europa e avere ricadute sul modo in cui i regulator nazionali, compreso quello italiano, interpretano e applicano le norme sul contrasto al gioco illegale. Il 16 dicembre al Tar Lazio sarà dunque una tappa decisiva per chiarire se il blocco dell’ADM reggerà di fronte all’argomentazione di natura finanziaria proposta dalla piattaforma.

