Il big match della 21ª giornata di Premier League non incorona un vincitore e lascia tutto aperto nella corsa al titolo. All’Emirates finisce 0-0 tra Arsenal e Liverpool, un risultato che frena le ambizioni di fuga dei Gunners e permette alla squadra di Arteta di restare comunque in vetta, ma senza l’allungo sperato sulle inseguitrici.
L’Arsenal affronta la sfida con un atteggiamento ultra offensivo, alzando fin da subito il baricentro e imponendo ritmi altissimi. Il piano è chiaro: schiacciare il Liverpool nella propria metà campo e cercare il gol con una pressione costante. I Reds, però, scelgono una strategia opposta, rinunciando quasi del tutto a costruire gioco e difendendosi con ordine, accettando una partita di sofferenza pura. Il blocco arretrato guidato da Van Dijk tiene botta, supportato da un Bradley in grande serata, capace di reggere l’urto sulle corsie laterali.
Le occasioni migliori sono tutte di marca Arsenal. Saka prova a spaccare la partita con le sue accelerazioni, Timber e Trossard cercano la conclusione dalla distanza e dagli inserimenti, ma la precisione non è quella dei giorni migliori. L’unico vero intervento di rilievo di Alisson nel primo tempo arriva su un tentativo di Rice, mentre il Liverpool non riesce mai a rendersi pericoloso, chiudendo addirittura la gara senza tiri nello specchio della porta.
Nella ripresa il copione non cambia. I Gunners continuano l’assedio, ma mancano lucidità e cattiveria negli ultimi metri. A pesare è anche la prestazione opaca di Gyökeres, ancora una volta poco incisivo nei momenti decisivi. Il Liverpool resiste con disciplina, difende il punto e porta a casa uno 0-0 che vale oro per la classifica e per il morale, considerando l’andamento della partita.
Il pareggio lascia l’Arsenal al comando con 49 punti, ma “solo” a +6 su Manchester City e Aston Villa, che restano pienamente in corsa. Il Liverpool, quarto in classifica, conferma invece quanto la graduatoria sia corta e fragile alle spalle della capolista. Un risultato che non soddisfa pienamente nessuno, ma che racconta una Premier League ancora apertissima, dove anche le notti dominate possono chiudersi senza premi.
