Domenica 12 luglio 2026 va in scena una giornata storica per la Grande Boucle: la nona tappa, da Malemort a Ussel (185.5 chilometri, ridotti a 155.5 per il gran caldo previsto), è la prima tappa 100% corrézienne (interamente all’interno del dipartimento della Corrèze) nella storia del Tour de France.
E che tappa. Christian Prudhomme l’ha definita senza mezzi termini “un’infida spedizione” pensata per i cacciatori di fughe e per i passisti-scalatori più resistenti. Non ci sono vette alpine, ma il profilo è un micidiale, ininterrotto susseguirsi di salite che accumula ben 3.300 metri di dislivello positivo. Una frazione “spacca-gambe” che arriva proprio alla vigilia del primo giorno di riposo.
Il Percorso: Malemort ➔ Ussel (155.5 km)
Dopo la partenza da Malemort (al debutto assoluto come città di tappa), la prima metà di gara offre una sfilata tra borghi medievali da cartolina come Turenne e lo splendido grès rosso di Collonges-la-Rouge. Ma la pace dura poco: superata la prefettura di Tulle (km 65), la strada comincia a impennarsi sul serio.
Le quattro grandi difficoltà di giornata selezioneranno duramente il plotone:
- Côte de Naves: Una rampa che scalderà i motori subito dopo il traguardo volante di Tulle.
- Col du Suc au May (km 105): Il vero mostro della giornata nel massiccio delle Monédières. Breve (3.8 chilometri), ma con una pendenza media del 7.7% e punte massime che toccano uno spaventoso 18%. Qui il gruppo si frantumerà in mille pezzi.
- Côte de la Croix du Pey (km 129.4): Un’ascesa tecnica, tortuosa e nervosa a 827 metri d’altitudine.
- Mont Bessou (km 161): Il punto più alto del Limousin (977 metri), affrontato per la prima volta nella storia del Tour. Una volta scollinato, mancheranno solo 24 chilometri al traguardo, gran parte dei quali in “toboga” (continui saliscendi) veloci e tecnici.
L’arrivo a Ussel è posto in pendenza sull’Avenue Thiers, nei pressi di Place Voltaire (a 700 metri di quota), perfetto per un arrivo in solitaria o uno sprint ristretto tra campioni stremati. finale, dove il posizionamento farà il 90% del lavoro.
In origine la tappa doveva essere lunga 185 km, ma essendo sono previste punte di 43 gradi la carovana nella prima parte passerà dal dipartimento di Correze, per il quale è stata diramata l’allerta rossa per il gran caldo. E così Giuria e organizzazione del Tour hanno deciso di accorciare la frazione di 30 km, tutti nella parte iniziale dopo il via da Malemort
Highlights 8ª Tappa Tour de France 2026 (VIDEO)
Tour de France 2026, dove vederlo in diretta TV e Streaming
Il Tour de France 2026 sarà visibile in chiaro grazie a Rai Sport, dedicandogli ampi spazi sia sui canali classici come Rai 2, che sul canale di Rai Sport, con le trasmissioni Tour di Sera e Tour di Notte. Sarà possibile seguire la Grande Boucle anche in streaming su Rai Play.
Inoltre, per chi volesse, ci sarà la possibilità di abbonarsi all’app di Discovery Plus per seguire il Tour sui canali lineari Eurosport 1 ed Eurosport 2 (disponibili anche su DAZN e Prime Video). Inoltre Discovery Plus garantisce un flusso continuo di diretta integrale, senza interruzioni pubblicitarie, dalla partenza all’arrivo. La vittoria di tappa e la conquista della prima Maglia Gialla saranno un affare tra i super-team che combinano specialisti del cronometro e scalatori esplosivi.
I Favoriti: terreno di caccia per “Baroudeurs” d’Élite
Le squadre degli uomini di classifica potrebbero decidere di lasciare spazio a una fuga da lontano per risparmiare energie in vista delle montagne della seconda settimana. I “big” si marcheranno a uomo sul Suc au May, lasciando il palcoscenico ai grandi specialisti delle fughe collinari (baroudeurs).
- Mads Pedersen (Lidl-Trek): Il danese potrebbe riuscire a resistere sulle ‘asperità’ di giornata e in caso di arrivo con un gruppo ristretto di corridori diventerebbe l’uomo da battere.
- Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck): Su pendenze assassine a doppia cifra come quelle del Suc au May, le sue accelerazioni da finisseur sono letali. Se la giornata di riposo dell’indomani lo ingolosisce, questa è una tappa cerchiata in rosso sul suo diario.
- Maxim Van Gils (Lotto Dstny): Giovane, scattante e resistentissimo sui muri brevi. In un finale esigente come quello di Ussel, la sua punta di velocità in salita lo rende uno dei clienti più scomodi in assoluto.
Le possibili sorprese: gli outsider e la variabile classica
Se i capitani per la maglia gialla (come Tadej Pogačar o Jonas Vingegaard) dovessero innervosirsi sul Suc au May o sul Mont Bessou, la corsa potrebbe trasformarsi in una sfida diretta tra i big, tagliando fuori la fuga. Se così non fosse, occhio a questi nomi proposti dai bookmaker online:
- Romain Grégoire (Groupama-FDJ): Il giovane talento francese giocherà in casa sulle strade del Massiccio Centrale. Ha l’esplosività ideale per fare la differenza sul muro del Suc au May.
- Ben Healy (EF Education-EasyPost): L’irlandese è l’essenza del corridore d’attacco su questi terreni. Ha il motore per scattare a 50 km dall’arrivo e resistere al ritorno del gruppo tra le curve e i dossi della Corrèze.
- Toms Skujiņš (Lidl-Trek): Un corridore generoso, espertissimo e sempre presente quando il percorso diventa un “mangia-e-bevi” logorante. Non molla mai e sa come si gestisce una fuga di un giorno al Tour.