Il Milan conquista un derby fondamentale superando l’Inter 1-0 e rilanciando con forza la propria candidatura nella corsa scudetto. La squadra di Allegri, reduce dal passo falso contro il Parma, ritrova compattezza, cinismo e un protagonista assoluto: Christian Pulisic, ancora decisivo nei match pesanti. Il successo permette ai rossoneri di scavalcare proprio i nerazzurri e salire al secondo posto a due lunghezze dalla Roma capolista, in un campionato che ora vede cinque squadre raccolte in appena tre punti.
L’inizio della partita è tutto nerazzurro. L’Inter entra in campo con la solita intensità feroce e dopo appena quattro minuti sfiora il vantaggio con una splendida girata di testa in tuffo di Thuram, miracolosamente respinta da Maignan. Il portiere rossonero è subito decisivo e lo sarà per tutto il match, tenendo in piedi un Milan inizialmente in grande difficoltà. Al 27’ è Acerbi a far tremare l’Olimpico milanese colpendo un palo pieno su corner di Calhanoglu, mentre dieci minuti dopo Maignan si supera di nuovo deviando sul legno una conclusione ravvicinata di Lautaro Martinez, liberato da una sponda aerea di Thuram. Tre occasioni nitide, due pali e un protagonista assoluto: il portiere francese, in serata di grazia.
Il Milan fatica a costruire gioco, ma cresce nei minuti finali della prima frazione. L’unico vero squillo rossonero arriva al 44’, quando Pulisic, in una delle poche ripartenze ben orchestrate, si libera centralmente e conclude di destro sfiorando il palo alla destra di Sommer. È il preludio a ciò che succederà nella ripresa.
Il secondo tempo riparte con l’Inter ancora a condurre il gioco, ma prestando il fianco alla velocità del Milan nelle transizioni. Dopo pochi minuti, una palla persa da Calhanoglu apre lo scenario perfetto per i rossoneri: Saelemaekers calcia dal limite, Sommer respinge, ma Pulisic anticipa Akanji e insacca lo 0-1 con una zampata da vero rapinatore d’area. È il gol che indirizza il derby.
La reazione interista non si fa attendere e al 72’ arriva l’opportunità più grande per riequilibrare il match. Pavlovic commette un pestone su Thuram, il Var richiama Sozza che assegna il rigore. Sul dischetto va Calhanoglu, solitamente infallibile, ma Maignan compie un intervento clamoroso respingendo il tiro del turco. È solo il secondo rigore sbagliato dal centrocampista in Serie A su 32 tentativi, ma pesa come un macigno sull’esito del derby.
Nel finale l’Inter prova l’assalto con mischie, cross e pressione costante, ma la difesa rossonera regge e limita i nerazzurri, incapaci di creare un’ultima occasione realmente pericolosa. Al triplice fischio il Milan può festeggiare un successo pesantissimo, ottenuto con cinismo, cuore e una solidità ritrovata.
Per Chivu resta il rammarico per le chance non sfruttate nel primo tempo e per il rigore fallito, ma anche la consapevolezza di una squadra competitiva e sempre capace di creare. Per Allegri, invece, questa vittoria rappresenta un mattone fondamentale nella costruzione della sua nuova identità rossonera: pragmatismo, verticalità e capacità di colpire nei momenti giusti. E in un campionato così equilibrato, ogni dettaglio può fare la differenza.
