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Qual è il ciclista più forte di sempre?

Fausto Coppi

Il ciclismo è uno sport massacrante e proprio per questo da sempre riesce ad attirare grandi folle pronte a decretare i dovuti onori agli eroi del pedale. Anche il cinema lo ha immortalato, in particolare con “Totò al Giro d’Italia”, nel quale il Principe De Curtis nelle vesti del professor Casamandrei si ritrovava a competere con alcuni dei fuoriclasse dell’epoca, ovvero Fausto Coppi, Gino Bartali, Louison Bobet e Ferdi Kubler. Un film scherzoso congegnato come un omaggio ad uno sport che anche all’indomani della Seconda Guerra Mondiale riusciva a esaltare folle immense.

Qual è il ciclista più forte di ogni epoca?

Naturalmente gli appassionati di ciclismo sono soliti fare paragoni ogni volta che una giovane promessa sembra sul punto di esplodere. Se è uno scalatore diventa inevitabile il confronto con i grimpeur più forti, a partire da Marco Pantani, mentre per i passisti diventa inevitabile il paragone con un Fausto Coppi o un Freddy Merckx. Proprio per questo, ad un certo punto sorge inevitabile la domanda: qual è il ciclista più forte di ogni epoca?
Una domanda cui non è facile rispondere, alla luce della notevole evoluzione di questo sport, partendo proprio dai materiali. Attualmente l’UCI ha fissato a 6,800 chilogrammi il peso minimo di una bicicletta da corsa, ma una volta esso era notevolmente più alto, con ovvi riflessi sulle prestazioni dei corridori. Una differenza che del resto può essere compresa proprio alla luce delle medie che caratterizzano i tapponi alpini o pirenaici odierni, molto più elevate di quelle degli anni eroici, quando una semplice foratura poteva comportare distacchi pesantissimi.

Fausto Coppi

In una ideale classifica di grandi ciclisti di ogni epoca non può mancare il nome di Fausto Coppi, il Campionissimo di Novi Ligure, scomparso nel 1960, dopo aver contratto la malaria nel corso di un safari. Forte sia in pianura che nelle corse di alta montagna, il fuoriclasse italiano può vantare nel suo palmares 5 Giri d’Italia e 2 Tour de France, essendo stato peraltro il primo a riuscire a vincere entrambe le corse nello stesso anno, nel 1949. L’Airone, altro soprannome di Coppi, ha inoltre trionfato in 5 edizioni del Giro di Lombardia, 3 volte alla Milano-Sanremo, una volta alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallona. Ha inoltre vinto il campionato mondiale del 1953 e l’inseguimento su pista nel 1947 e due anni dopo, oltre a siglare il record dell’ora.
La sua rivalità con Bartali spezzò l’Italia in due, favorita anche dalle voci di diverse posizioni politiche e la sua storia d’amore con Giulia Occhini assunse risvolti clamorosi, in un Paese ove doveva ancora arrivare il divorzio. Va peraltro considerato che a lui, come agli altri campioni della sua epoca, mancano i 5 anni che furono portati via dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che lo avrebbero sicuramente visto in prima fila e nel pieno del vigore fisico.

Eddy Merckx

L’unico che può contrastare il primato di Fausto Coppi è Eddy Merckx, il Cannibale belga che dominò da cima a fondo il periodo tra la metà degli ’60 e la prima parte del decennio successivo. Un periodo nel corso del quale Merckx trionfò in 5 Giri d’Italia, altrettanti Tour, una Vuelta, tre campionati del mondo su strada, 7 Milano-Sanremo, 3 Parigi-Roubaix, altrettante Gand-Wevelgem e Freccia Ballone, 5 Liegi-Bastogne-Liegi, 2 Giri delle Fiandre e altrettanti Giri di Lombardia.
Un fuoriclasse completo, capace anche lui di esprimersi al meglio su ogni terreno e odiatissimo dagli avversari, sulla cui carriera pesa però l’esclusione dal Giro d’Italia del 1969, per la positività all’antidoping, quando si avviava all’ennesimo trionfo. Una macchia che spinge molti osservatori a dubitare del vero e proprio dominio espresso dal belga, capace di imprese incredibili come quella che lo portò a trionfare nel Giro delle Fiandre dello stesso anno al termine di una fuga iniziata a più di 70 chilometri dal traguardo e finita con 5 minuti di vantaggio su Felice Gimondi.

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